La celebre Tavola Osca, conservata ad Agnone e ritrovata nel territorio di Capracotta, continua ancora oggi a interrogare studiosi e comunità sul rapporto profondo tra identità, territorio e memoria. In questi giorni il Molise torna a confrontarsi con uno dei suoi reperti più importanti: una testimonianza straordinaria non solo dal punto di vista linguistico e archeologico, ma anche per ciò che racconta sul rapporto tra esseri umani, natura, sacralità e comunità. Forse è proprio questo il punto più attuale. La Tavola non parla soltanto del passato. Parla anche a noi. Ci parla del legame tra territorio e identità. Del rapporto tra ambiente e cultura. Di una spiritualità che non separava il sacro dalla vita quotidiana. Di una visione del mondo profondamente radicata nei cicli naturali, nella terra e nelle comunità. Ed è forse per questo che oggi il tema torna così centrale. Il rischio contemporaneo, infatti, è ridurre il patrimonio a semplice oggetto museale o turistico, dime...
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COMUNICATO STAMPA - "Bella ciao"
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Riceviamo e pubblichiamo
Si
è configurato il quadro fattuale all’udienza di oggi 21 maggio
relativa al processo ai sette antifascisti,molisani “rei” di aver
intonato BELLA CIAO e il MOLISE E’ ANTIFASCISTA in via XXIV Maggio
il 29/10/2011 e di essersi spostati dalla Villa Comunale.
Non
vi fu alcuna “manifestazione organizzata e dunque vietata”, ma
solo un normale e fisiologico via vai di persone alla spicciolata da
un posto ad un altro di Isernia, come accade normalmente quando vi
sono più eventi pubblici contemporanei, che il PM Scioli e ed il GIP
Messa hanno assurdamente assunto come “violazione” non si sa di
cosa.
E’
emerso che anche l’intonazione del canto BELLA CIAO, è solo un
fatto estemporaneo penalmente irrilevante , in un capannello
estemporaneo composto da curiosi, passanti e giornalisti, in un luogo
dove si poteva stare alla spicciolata, nella curiosità generale
creatasi di fronte all’evento pubblico del manipolo di neofascisti
di fuori regione, intento a presentare un libro patacca spacciato
per “evento culturale”, ma invece apripista a Isernia del
neofascismo socialmente pericoloso.
Peraltro
manca persino l’identificazione individuale di tale indistinto
“gruppo” che si sarebbe “mosso dal luogo autotizzato” ,
ammesso per assurdo che fosse vietato circolare in compagnia alla
spicciolata sui marciapiedi di Isernia, per cui si è di fronte ad
una vera e propria mostruosità giuridica commessa dal PM Scioli e
dal GIP Messa (il PCL Molise li chiamerà rispondere come
annunciato).
Né
si comprende sulla base di quale elemento giuridico siano state
accusate le sette persone in questione in mezzo a tanti passanti e
giornalisti che formavano il capannello spontaneo, fermo restando che
comunque non v’è alcuna violazione; e su ciò il PCL eccepirà per
la sua difesa tecnica anche l’ipotesi di abuso del potere
giudiziario per fini discriminatori, e dunque di illegittima
repressione dell’antifascismo e delle avanguardie di lotta locali.
E
si potrebbe anche dire che, fini antisociali repressivi a parte,
tutto questo processo surreale ed assurdo nasce anche per
“giustificare” la enorme discrasia tra lo spropositato
dispiegamento militare e poliziesco di quel giorno inusitato per
Isernia, e la totale tranquillità della situazione. Anche se così
facendo, allo sperpero di denaro pubblico per le forze dell’ordine
si è aggiunto lo spreco di impegnare tribunali, avvocati e tutta la
conseguente giostra giudiziaria per sostenere una accusa
giuridicamente grottesca. Mentre non si processano appalti in odor di
cricca, devastazioni ambientali, abusi di potere, le malfatte dei
padroni di aziende e della borghesia del cemento che sa sempre
agiscono nella nostra provincia.
Sin
qui la nostra difesa tecnico-legale, che però già è eloquente per
comprendere la natura di classe delle istituzioni che ci troviamo di
fronte. E sotto tal profilo non possiamo che affidarci alla
correttezza del Giudice Iaselli sia pure nel terno al lotto della
giustizia borghese.
Il
punto centrale di tutta questa vicenda rimane però politico e
culturale: lo stato processa sette persone che intonano un canto
antifascista in difesa dei valori della Resistenza, mentre concede
ai neofascisti una sala istituzionale, cioè di una Repubblica che si
dichiara antifascista. Sembra
un bel paradosso.
Ma
è invero solo il paradigma emblematico della finta democrazia
borghese italiana, dal dopoguerra: come diceva Calamandrei, con la
Costituzione formale, hanno scambiato una rivoluzione promessa con
una rivoluzione tradita.
Ed
anche facendo tesoro della memoria del compianto partigiano comunista
Paolo Morettiini che da anni ci insegnava queste cose nel Molise, e
di recente scomparso, questi fatti anche nel nostro piccolo ci
raccontano di una Resistenza che non può dirsi finita il 25 aprile
1945, essendo il fascismo reale ancora in agguato, in qualunque
forma si manifesti oggi, per via giudiziaria o politica, sempre al
servizio della dittatura di una minoranza di sfruttatori, capitalisti
e di magnati, che se ne servono all’occorrenza per fuorviare le
masse su idiozie razziste, per svolte autocratiche e comunque per
reprimere chiunque lotti per una nuova società di liberi ed eguali.
Nel cuore del Molise, tra montagne e silenzi, c’è chi sceglie di non tacere. Area Matese ha diffuso una nota formale indirizzata a istituzioni nazionali e regionali – dalla Regione Molise al Ministero delle Infrastrutture , fino all’ ANAC e alla Corte dei Conti – denunciando gravi anomalie nella gestione di progetti e procedure pubbliche legate al territorio. Il documento, articolato e dettagliato, non è solo un atto di protesta: è un gesto di responsabilità civica. Richiama l’attenzione sulla necessità di trasparenza, rispetto delle regole e tutela dei beni comuni , ponendo l’accento su come la gestione delle risorse pubbliche debba rispondere a principi di correttezza, partecipazione e legalità sostanziale. Nel testo si evidenziano criticità amministrative, ipotesi di conflitti di interesse e mancate risposte istituzionali, in un contesto dove il silenzio rischia di diventare complicità. È un appello alla vigilanza, alla coerenza e al ritorno a una visione di sviluppo che...
L'ex presidente della Regione Molise e la sede di Bruxelles oggi messa in vendita. Riceviamo e pubblichiamo . Ribassato l’importo per la vendita all’asta della sede di Bruxelles da parte della Regione Molise. Acquistata per 1 milione e 600 mila euro, dopo l’inutile esborso di centinaia e centinaia di migliaia di euro per la sola manutenzione, dopo un primo tentativo di vendita nel 2024 andato a vuoto, è stato pubblicato un nuovo avviso esplorativo al prezzo ribassato a 1 milione e 350 mila euro. La svendita del palazzo acquistato venti anni fa esclusivamente per soddisfare la megalomania di Michele Iorio e dei suoi allegri compagni di brigata, e oggi in abbandono, è un triste presagio per l’intera regione destinata anch’essa, a breve, alla liquidazione “sotto costo”: all’Abruzzo, alla Puglia, alla Campania? Vedremo! ✍️ Vinicio D’Ambrosio
Ieri sera a Bojano si è tenuto un incontro pubblico sul Lotto Zero , una delle opere più controverse della storia recente del Molise. Un tratto di strada di 5,4 km che vale 170–180 milioni di euro . Un progetto che da dieci anni solleva domande senza risposta. Ancora una volta, anche ieri, i media locali erano assenti . A documentare l’incontro siamo stati solo noi dell’OML – Osservatorio Molisano sulla Legalità , nel pieno rispetto del nostro mandato: raccogliere, custodire e rendere pubbliche le informazioni rilevanti per la vita democratica dei territori. Al centro della serata: la ricostruzione del portavoce del comitato, Celeste Caranci ; l’analisi tecnica e civile di Tiziano Di Clemente (PCL Molise); dieci anni di segnalazioni ignorate ; l’assenza dell’ Analisi Costi–Benefici ; varianti progettuali non chiarite e atti incompleti; rischi ambientali e sanitari non adeguatamente valutati; la denuncia paradossale a un cittadino di 85 anni che ch...
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