La celebre Tavola Osca, conservata ad Agnone e ritrovata nel territorio di Capracotta, continua ancora oggi a interrogare studiosi e comunità sul rapporto profondo tra identità, territorio e memoria. In questi giorni il Molise torna a confrontarsi con uno dei suoi reperti più importanti: una testimonianza straordinaria non solo dal punto di vista linguistico e archeologico, ma anche per ciò che racconta sul rapporto tra esseri umani, natura, sacralità e comunità. Forse è proprio questo il punto più attuale. La Tavola non parla soltanto del passato. Parla anche a noi. Ci parla del legame tra territorio e identità. Del rapporto tra ambiente e cultura. Di una spiritualità che non separava il sacro dalla vita quotidiana. Di una visione del mondo profondamente radicata nei cicli naturali, nella terra e nelle comunità. Ed è forse per questo che oggi il tema torna così centrale. Il rischio contemporaneo, infatti, è ridurre il patrimonio a semplice oggetto museale o turistico, dime...
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Il Molise "ad alto rischio" e la morte del "cigno verde"
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La morte del "cigno verde"
Caro Matese,
in questo contesto di allarme ambientale in molti si chiedono per quale
motivo proprio noi, che da trent’anni ormai siamo in prima linea per
difenderti e valorizzarti con l’istituzione di un parco, non ci siamo
fatti vivi al presidio contro le ormai famigerate centrali a biomasse.
Tu già sapevi, e senz’altro non ti sei meravigliato, che da sempre siamo
favorevoli alla realizzazione degli impianti alimentati con fonti
energetiche RINNOVABILI (eolico, fotovoltaico o biomasse che siano). Lo
siamo sempre stati e lo siamo ancora, convinti che solo con lo sviluppo
di queste fonti di energia e la riduzione dell’uso dei combustibili
fossili si può sperare di contrastare efficacemente il cambiamento
climatico in atto. In particolare le biomasse sono da considerare una
delle fonti energetiche più importanti per il raggiungimento in Italia
degli obiettivi di riduzione dei gas serra fissati dall’Unione Europea.
Le biomasse inoltre rappresentano una
grande opportunità per l’agricoltura e l’ambiente, anche perchè
concorrono all’integrazione del reddito agricolo, alla valorizzazione
dei suoi sottoprodotti che altrimenti sarebbero trattati come rifiuti
tout court. Non siamo però per la produzione di energia ad ogni costo e
dovunque, come sappiamo che esistono differenze importanti sui rischi
nell’impiego delle diverse fonti di energia (per esempio tra il cippato e
la pollina). È per questo che non ci siamo schierati per il no senza se
e senza ma ed è per questo chiediamo (da sempre) che la Regione metta
mano alla propria normativa in materia e si doti di un piano
energetico.Vedi, caro Matese, purtroppo, ti sei ritrovato in una
famiglia dove per troppi anni un padre distratto ha trascurato i propri
figli e non si è minimamente preoccupato di stabilire delle efficaci
regole di comportamento che potessero renderli forti, mettendoli al
riparo da attacchi esterni, anche da coloro che nel proprio camino
bruciano qualsiasi cosa e usano anche pellet di dubbia provenienza, da
chi sversa nel Biferno e non solo nel Biferno, con scarichi abusivi, da
chi abbandona rifiuti ingombranti, da chi ha costruito selvaggiamente e
da chi ti ha violato e ferito scavandoti fino nel profondo per estrarre
materiale da costruzione.
Per troppi anni coloro che avrebbero dovuto ripararti da tutto questo
non l’hanno mai fatto, ora un’intera popolazione scende in campo e si
mobilita; questo è un buon segno, ma adesso è ora di passare dalla
“protesta contro” alla protesta corale perchè la Regione vari finalmente
norme efficaci di programmazione del territorio e in materia di
produzione di energia, che definisca le possibilità di localizzazione,
le tipologie di impianti e i livelli di produzione in ordine alla
riduzione delle emissioni di gas serra secondo gli obiettivi europei.
Per troppo tempo la Regione ha colpevolmente evitato questi passi,
giustificando le preoccupazioni dei cittadini.Certo, caro Matese, fa
specie notare tra quanti ora protestano, la presenza di chi in passato
poteva operare e non ha operato, oppure, addirittura, si è dato da fare
attivamente per la realizzazione di quegli impianti che ora dice di non
volere. Sarà un caso ma spesso sono le stesse persone che hanno
preferito speculare e fare affari su iniziative industriali inquinanti e
fallimentari sul piano economico, ma vantaggiose per pochi, lasciando
morire intere comunità, condannandole alla marginalità e allo
spopolamento e che non hanno mai mosso un dito per la tua difesa, per
promuovere le tue ricchezze e le tue bellezze.
Per questo siamo convinti (da sempre) che solo una politica di sviluppo
basata sulla tutela del territorio possa garantire un futuro alle nostre
comunità, e per questo chiediamo (da sempre) l’istituzione di quel
Parco del Matese, che pure tanti cittadini chiedono da anni e che segna
il confine tra il disordine, l’oblio, la marginalità, lo spopolamento,
la disoccupazione e la bellezza, la tutela, la valorizzazione, la
conservazione, lo sviluppo sostenibile e l’orgoglio e l’emozione di
condividere con il mondo intero i tuoi profumi, i tuoi sapori, la tua
cultura. Legambiente Molise
Nel cuore del Molise, tra montagne e silenzi, c’è chi sceglie di non tacere. Area Matese ha diffuso una nota formale indirizzata a istituzioni nazionali e regionali – dalla Regione Molise al Ministero delle Infrastrutture , fino all’ ANAC e alla Corte dei Conti – denunciando gravi anomalie nella gestione di progetti e procedure pubbliche legate al territorio. Il documento, articolato e dettagliato, non è solo un atto di protesta: è un gesto di responsabilità civica. Richiama l’attenzione sulla necessità di trasparenza, rispetto delle regole e tutela dei beni comuni , ponendo l’accento su come la gestione delle risorse pubbliche debba rispondere a principi di correttezza, partecipazione e legalità sostanziale. Nel testo si evidenziano criticità amministrative, ipotesi di conflitti di interesse e mancate risposte istituzionali, in un contesto dove il silenzio rischia di diventare complicità. È un appello alla vigilanza, alla coerenza e al ritorno a una visione di sviluppo che...
L'ex presidente della Regione Molise e la sede di Bruxelles oggi messa in vendita. Riceviamo e pubblichiamo . Ribassato l’importo per la vendita all’asta della sede di Bruxelles da parte della Regione Molise. Acquistata per 1 milione e 600 mila euro, dopo l’inutile esborso di centinaia e centinaia di migliaia di euro per la sola manutenzione, dopo un primo tentativo di vendita nel 2024 andato a vuoto, è stato pubblicato un nuovo avviso esplorativo al prezzo ribassato a 1 milione e 350 mila euro. La svendita del palazzo acquistato venti anni fa esclusivamente per soddisfare la megalomania di Michele Iorio e dei suoi allegri compagni di brigata, e oggi in abbandono, è un triste presagio per l’intera regione destinata anch’essa, a breve, alla liquidazione “sotto costo”: all’Abruzzo, alla Puglia, alla Campania? Vedremo! ✍️ Vinicio D’Ambrosio
Ieri sera a Bojano si è tenuto un incontro pubblico sul Lotto Zero , una delle opere più controverse della storia recente del Molise. Un tratto di strada di 5,4 km che vale 170–180 milioni di euro . Un progetto che da dieci anni solleva domande senza risposta. Ancora una volta, anche ieri, i media locali erano assenti . A documentare l’incontro siamo stati solo noi dell’OML – Osservatorio Molisano sulla Legalità , nel pieno rispetto del nostro mandato: raccogliere, custodire e rendere pubbliche le informazioni rilevanti per la vita democratica dei territori. Al centro della serata: la ricostruzione del portavoce del comitato, Celeste Caranci ; l’analisi tecnica e civile di Tiziano Di Clemente (PCL Molise); dieci anni di segnalazioni ignorate ; l’assenza dell’ Analisi Costi–Benefici ; varianti progettuali non chiarite e atti incompleti; rischi ambientali e sanitari non adeguatamente valutati; la denuncia paradossale a un cittadino di 85 anni che ch...
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