Quando i cittadini studiano gli atti, la democrazia diventa più forte

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  📌 Quando i cittadini studiano gli atti, la democrazia diventa più forte. Una delle esperienze più interessanti che stanno emergendo in queste settimane sul tema dei trasporti regionali è il lavoro svolto da alcuni giovani cittadini che hanno scelto di approfondire dati pubblici, documenti ufficiali e cronoprogrammi relativi alle infrastrutture ferroviarie del Molise. Al di là delle singole posizioni, ciò che merita attenzione è il metodo. In una stagione in cui spesso prevalgono opinioni, slogan e polemiche, c'è chi dedica tempo ed energie a leggere atti, verificare fonti, confrontare documenti e restituire informazioni comprensibili alla cittadinanza. La partecipazione non è soltanto protesta. È anche studio. È conoscenza. È responsabilità. Una democrazia più forte nasce quando i cittadini sono messi nelle condizioni di conoscere, comprendere e verificare gli impegni assunti dalle istituzioni. Per questo guardiamo con interesse a tutte quelle esperienze che contribuiscono a raf...

La giustizia: ha sede nel cervello!

La notizia l’ha data il Corriere della Sera, nell'aprile del 2008 e subito ha avuto l’approvazione di molti portali di medicina e di ricerca, che hanno parlato proprio di questo fatto: si tratta della nostra mente e della concezione che essa ha della giustizia.

Secondo recenti ricerche ricevere un trattamento equo e essere “vittima” di un giusto provvedimento, farebbe molto bene. Il trattamento equo dunque, secondo quanto i ricercatori hanno scoperto, sarebbe un bisogno primario dell’essere umano, il quale lo sente dal profondo e senza non riuscirebbe a vivere.

Le sensazioni di appagamento del giusto trattamento provengono, secondo i ricercatori, dallo «striato» e dalla corteccia prefrontale ventromediale. In queste zone del cervello giacciono le sedi delle emozioni primarie.
Lo studio del processo di formazione del senso di giustizia, secondo gli scienziati potrebbe essere utile per l’approfondimento di alcune malattie mentali e di disturbi psichici gravi, come per esempio l’autismo.

Fonte: Corriere della Sera, aprile 2008

(by Nicola)

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