La mena delle pecore. E le altre mene

Immagine
   Pastoralismo, tratturi, biodiversità e politiche pubbliche: all’UniMol il confronto tra ricerca, istituzioni e pastori.  I l 2 ottobre, all’Università degli Studi del Molise, ho partecipato alla giornata di studio e confronto dedicata al pastoralismo, organizzata dalla prof.ssa Letizia Bindi, che da anni lavora su questi temi. Una giornata densa, con docenti, ricercatori, rappresentanti delle istituzioni, della tutela, del mondo agricolo e pastorale. Una cosa, più delle altre, mi ha colpito: per la prima volta c’erano i pastori. E questa volta hanno preso la parola anche loro, confrontandosi direttamente con il mondo accademico e istituzionale. Non come presenza simbolica. Hanno discusso, criticato, proposto. A un certo punto è riemersa anche una parola antica: quella che oggi chiamiamo comunemente transumanza, nel grande sistema pastorale meridionale era semplicemente “la mena delle pecore” : un sistema economico, sociale e territoriale che per secoli ha col...

E' LEGALE, RISPETTA IL DIRITTO MA...NON E' GIUSTO!!!

Sanitopoli pugliese, intercettazioni non utilizzabili.

Scivola su un errore formale il primo processo a Gianpaolo Tarantini, imprenditore barese della sanità. Ieri mattina i giudici del tribunale di Bari, accogliendo l´eccezione del suo legale, l´avvocato Nicola Quaranta, hanno dichiarato inutilizzabili quasi tutte le 12 mila intercettazioni telefoniche che costituivano l´ossatura dell´indagine.

Dalle conversazioni telefoniche, durate circa due anni (dal 2002 al 2004) gli inquirenti avevano ricostruito il grande affare delle società dei Tarantini, fornitori di protesi alle aziende ospedaliere pugliesi, e i frequenti coca party, organizzati da Gianpi nella sua villa a nord di Bari. E ora, senza testimoni a supporto, per Tarantini e gli altri imputati (accusati di associazione a delinquere, corruzione e falso) l´assoluzione sarà praticamente certa. Assieme ai fratelli Tarantini e al consigliere regionale Salvatore Greco, ritenuto il socio occulto dei due fratelli, erano coinvolti nella vicenda anche tre primari.

A monte del problema, secondo i magistrati, ci sarebbe un errore formale, commesso dall'allora pm, attuale sindaco di Bari, Michele Emiliano (Pd). Un "vizio delle norme sulla motivazione" alla base del decreto che autorizzava le intercettazioni. Emiliano non aveva indicato che le intercettazioni, "stante l'eccezionale urgenza", potevano essere fatte con strumentazione a noleggio (come poi avvenne) a causa dell´indisponibilità di quella in dotazione alla Procura.

Fonte: eDott, 29.03.2011


by Nicola

Commenti

Post popolari in questo blog

“Area Matese: una voce dal territorio – Quando la denuncia è un atto di tutela collettiva”

Lotto Zero – Parte 1: il grande azzardo che il Molise non può più ignorare

Officina del Tempo: a Campobasso un nuovo luogo per incontrarsi e fare comunità