Hikmet: il Curdo campobassano

«A sei anni i militari turchi arrivarono in piazza coi fucili mentre giocavo a pallone con i miei amici. D’istinto fuggimmo. Ma ci convocarono in caserma il giorno dopo e ci obbligarono a schiaffeggiare i nostri padri. Fu umiliante. Da allora non son riuscito più a guardare in faccia mio papà». È quel giorno del 1978 che Hikmet Aslan scopre cosa significhi essere curdo. Cittadino italiano dal 2008, molisano per scelta, Aslan oggi ha una sola priorità: dar voce agli oltre 5 milioni di curdi sparsi tra Europa e Medio Oriente, attraverso una tv satellitare, Medya Haber, che trasmette news in lingua turca da Campobasso. Nelle stesse ore in cui Erdogan e Putin sottoscrivono un accordo per spartirsi le aree di influenza nella Siria del Nord «sulla pelle dei curdi», Aslan racconta la sua storia - fatta di violenze, torture e fuga - senza particolare trasporto, quasi col distacco del cronista. Militante dal 1990 del Pkk, il partito dei lavoratori curdi di Abdull...