🌿 Conoscere un territorio significa anche conoscere le piante, i saperi e le pratiche che lo abitano
All’Università degli Studi del Molise e a Castropignano due giornate dedicate a pastori, comunità, biodiversità e futuro dei territori nell’ambito dell’Anno Internazionale del Pastoralismo e dei Pascoli – IYRP 2026.
Il 2 e 3 ottobre 2026 il Molise ospiterà “Transumanza e Pastoralismo: Patrimonio Bioculturale e Servizi Ecosistemici”, workshop di due giorni dedicato a uno dei patrimoni che più profondamente hanno modellato la storia, il paesaggio e le comunità della regione.
La prima giornata si svolgerà presso l’Università degli Studi del Molise; la seconda porterà i partecipanti direttamente sul territorio, in Contrada Selva a Castropignano (CB).
L’iniziativa si inserisce nell’International Year of Rangelands and Pastoralists – IYRP 2026.
È il principio da cui prende le mosse l’intero percorso: senza pastori non esiste patrimonio pastorale.
Il workshop nasce da un manifesto programmatico che raccoglie le istanze di pastori, allevatori, famiglie e comunità locali storicamente legate alle vie della transumanza, con l’obiettivo di restituire loro una voce diretta anche nei processi decisionali.
La transumanza, dunque, non soltanto come memoria da celebrare, ma come pratica viva da comprendere, sostenere e trasmettere.
Il riconoscimento di un patrimonio, da solo, non basta. Occorre interrogarsi sulle condizioni che permettono alle persone che ne custodiscono pratiche, conoscenze ed esperienze di continuare a viverlo.
Da qui il confronto tra pastori, allevatori, studiosi, custodi del patrimonio e professionisti del settore su zootecnia sostenibile, benessere animale, tutela ambientale e futuro delle comunità pastorali.
La prima giornata vedrà confrontarsi istituzioni, mondo scientifico e comunità pastorali.
Dopo i saluti istituzionali, il programma prevede, tra gli altri, gli interventi di Ivana Mardesic, Expert Delegate FAO per IYRP; Luisa Corazza, Letizia Bindi, Fabio Pilla e Angelo Belliggiano dell’Università degli Studi del Molise; dei pastori Mario Borraro e Francesca Cesaretti e di Nunzio Marcelli, pastore e presidente della Rete APPIA per la Pastorizia.
Alle 13.30 è previsto un light lunch a cura di Officina CreAttiva.
Nel pomeriggio il confronto assumerà una dimensione ancora più internazionale, con studiosi e ricercatori provenienti da Spagna, Francia e Regno Unito e con la partecipazione di Michele Nori, Policy Officer della Commissione europea – DG Agriculture and Rural Development.
Alle ore 18 è prevista la proiezione del documentario “Civiltà Transumanti”, presentato dall’autrice Anna Kauber.
La seconda giornata porterà il confronto fuori dalle aule e dentro i luoghi del pastoralismo.
A Contrada Selva, Castropignano, sono previsti la visita all’allevamento di Carmela Colavecchio, Mario e Pietro Borraro, il cammino sul tratturo e un laboratorio di caseificazione.
Scienza e conoscenza tornano così a incontrare esperienza, lavoro e territorio.
Tre, infatti, sono i pilastri indicati dagli organizzatori: confronto scientifico e culturale; rievocazione e cammino; rassegna artistica e performativa.
La questione posta dal workshop supera i confini della sola transumanza.
Un patrimonio culturale immateriale rimane vivo quando rimangono vive le persone, i saperi, i mestieri e le relazioni con il territorio che lo hanno generato.
Per le aree interne questo apre una domanda decisiva: chi custodirà domani quei paesaggi, quei saperi e quelle pratiche che oggi riconosciamo come patrimonio?
È una domanda culturale, ma anche sociale, ambientale ed economica.
Riguarda il lavoro. Riguarda la permanenza delle persone nei territori. E riguarda la possibilità delle comunità di essere protagoniste delle decisioni che interessano i luoghi nei quali vivono.
L’Osservatorio Molisano sulla Legalità – OML – raccoglie volentieri l’invito degli organizzatori a partecipare alle giornate e a far circolare l’informazione.
Lo rilancia alle associazioni, alle istituzioni, al mondo della scuola e dell’università, agli operatori culturali, agli allevatori, ai pastori e a quanti hanno a cuore il futuro dei patrimoni bioculturali e delle comunità delle aree interne.
OML sarà presente, accogliendo con piacere l’invito a condividere un momento di confronto che mette al centro persone, comunità e territori.
Partecipare significa mettere in dialogo conoscenza scientifica e saperi delle comunità. Significa anche tornare sui luoghi nei quali il patrimonio pastorale continua concretamente a vivere: camminare sul tratturo, incontrare gli allevatori, conoscere pratiche e saperi, attraversare il paesaggio.
Perché un patrimonio non vive soltanto quando viene riconosciuto. Vive quando qualcuno continua a praticarlo, quando una comunità se ne prende cura e quando altri scelgono di conoscerlo e condividerlo.
All’Università degli Studi del Molise, a Letizia Bindi, agli organizzatori, alla famiglia Borraro, a Officina CreAttiva e a quanti hanno contribuito alla costruzione delle due giornate, l’augurio di OML per la piena riuscita dell’iniziativa.
L’invito, dunque, è a partecipare. E a far circolare l’informazione.
Osservatorio Molisano sulla Legalità – OML
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