La Tavola Osca tra Agnone e Capracotta: memoria viva di un paesaggio culturale

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  La celebre Tavola Osca, conservata ad Agnone e ritrovata nel territorio di Capracotta, continua ancora oggi a interrogare studiosi e comunità sul rapporto profondo tra identità, territorio e memoria. In questi giorni il Molise torna a confrontarsi con uno dei suoi reperti più importanti: una testimonianza straordinaria non solo dal punto di vista linguistico e archeologico, ma anche per ciò che racconta sul rapporto tra esseri umani, natura, sacralità e comunità. Forse è proprio questo il punto più attuale. La Tavola non parla soltanto del passato.  Parla anche a noi. Ci parla del legame tra territorio e identità. Del rapporto tra ambiente e cultura. Di una spiritualità che non separava il sacro dalla vita quotidiana. Di una visione del mondo profondamente radicata nei cicli naturali, nella terra e nelle comunità. Ed è forse per questo che oggi il tema torna così centrale. Il rischio contemporaneo, infatti, è ridurre il patrimonio a semplice oggetto museale o turistico, dime...

Tratturi senza pastori: un rischio pubblico. Responsabilità e vuoti normativi: cosa può andare storto?

 

I tratturi molisani sono beni demaniali pubblici.
La loro tutela e gestione sono una responsabilità istituzionale.

Eppure oggi esiste una frattura evidente:

  • il patrimonio è riconosciuto,

  • chi lo tiene vivo molto meno.

Questo vuoto non è neutro. Produce effetti!

Quando i pascoli non sono presidiati:

  • aumenta l’abbandono,

  • cresce il degrado,

  • si moltiplicano i conflitti sull’uso delle terre.

E dove mancano regole chiare e presìdi reali, si aprono spazi per rendite improprie e pratiche opache.

Non è un’ipotesi astratta.

In altre regioni italiane, l’assenza di un governo attivo dei pascoli ha favorito distorsioni gravi:

  • terre utilizzate solo per intercettare risorse (mafie dei pascoli),

  • pastori reali marginalizzati,

  • comunità escluse.

Il Molise non è immune, perché è piccolo, fragile e, soprattutto, ricco di beni comuni.

Il punto non è prevenire.

Se i tratturi sono un bene pubblico, allora è necessario:

  • riconoscere il ruolo centrale dei pastori,

  • aggiornare strumenti e politiche di tutela,

  • garantire un presidio continuo, trasparente e territoriale.

Un nodo resta aperto e va nominato con chiarezza.

Le controversie sugli usi civici e sui beni demaniali che attraversano il Molise fanno capo a un Commissario con sede a Napoli.

Beni molisani.
Comunità molisane.
Decisioni lontane dal territorio.

È legittimo chiedersi se non sia arrivato il momento di istituire una sede operativa stabile del Commissario per la liquidazione degli usi civici anche a Campobasso, per riportare tutela, conoscenza e responsabilità dove quei beni sono vissuti ogni giorno.

Senza questo, la valorizzazione resta superficie e la superficie, prima o poi, cede!

Questo ciclo di riflessioni nasce da una constatazione semplice: un patrimonio senza persone non si difende da solo.

I tratturi non sono un’eredità da esporre, sono un sistema vivo da governare.

E senza pastori, questo sistema è esposto.

 

Dedica

Questa proposta è dedicata:
al cav. Antonio De Marco,
al prof. Rocco Cirino,
e ai pastori del Molise.

A chi ha studiato e difeso i tratturi come beni demaniali e collettivi.
A chi li ha attraversati ogni giorno, rendendoli vivi con il proprio lavoro.
A chi ha tenuto insieme conoscenza, responsabilità e presenza sul territorio.

(by nicola)

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