Senza pastori non c’è tratturo
In
Molise i tratturi sono riconosciuti come patrimonio.
I pastori,
molto meno.
Eppure sono loro a tenere aperti i pascoli, a percorrere ogni giorno quei tracciati, a impedirne l’abbandono e il degrado.
Oggi in Molise sono circa 500.
Persone
reali.
Famiglie.
Lavoro quotidiano.
Senza di loro:
i pascoli si chiudono
i tratturi diventano corridoi vuoti
il patrimonio si riduce a scenario
Questo non è folklore.
È lavoro.
È
cura del territorio.
È continuità
viva.
Negli ultimi anni si è parlato molto di valorizzazione: percorsi, infrastrutture, progetti, investimenti.
Ma una domanda resta inevasa: chi garantisce ogni giorno la vita dei tratturi?
Senza pastori, il sistema non funziona.
È come avere i
treni, ma non i macchinisti.
Il riconoscimento del 2026 come Anno Internazionale dei Pascoli e dei Pastori lo dice con chiarezza: i pastori non appartengono al passato, sono una risorsa strategica per la biodiversità, la resilienza climatica e la sicurezza dei territori.
Se i tratturi sono un bene pubblico, anche il lavoro pastorale è una responsabilità pubblica.
Ignorarlo significa accettare che il patrimonio resti
fermo.
Riconoscerlo significa scegliere il futuro.
Perché una cosa è certa: senza pastori, i tratturi restano fermi.
(by nicola)
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