La Tavola Osca tra Agnone e Capracotta: memoria viva di un paesaggio culturale

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  La celebre Tavola Osca, conservata ad Agnone e ritrovata nel territorio di Capracotta, continua ancora oggi a interrogare studiosi e comunità sul rapporto profondo tra identità, territorio e memoria. In questi giorni il Molise torna a confrontarsi con uno dei suoi reperti più importanti: una testimonianza straordinaria non solo dal punto di vista linguistico e archeologico, ma anche per ciò che racconta sul rapporto tra esseri umani, natura, sacralità e comunità. Forse è proprio questo il punto più attuale. La Tavola non parla soltanto del passato.  Parla anche a noi. Ci parla del legame tra territorio e identità. Del rapporto tra ambiente e cultura. Di una spiritualità che non separava il sacro dalla vita quotidiana. Di una visione del mondo profondamente radicata nei cicli naturali, nella terra e nelle comunità. Ed è forse per questo che oggi il tema torna così centrale. Il rischio contemporaneo, infatti, è ridurre il patrimonio a semplice oggetto museale o turistico, dime...

Pascoli, pastori e la contraddizione molisana alla luce della decisione ONU. È come avere i treni ma non i macchinisti.

 

Il 2026 sarà l’Anno Internazionale dei Pascoli e dei Pastori.

Lo ha deciso l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, affidando alla FAO il compito di coordinare una campagna globale.

Il messaggio è inequivocabile: i pastori non sono una sopravvivenza del passato ma la risorsa strategica per la biodiversità, la resilienza climatica, la sicurezza alimentare e la gestione sostenibile dei territori.

Senza pastori, i pascoli si degradano, ipaesaggi si chiudono, i rischi aumentano!

Ora guardiamo al Molise, unica regione attraversata da quattro grandi tratturi storici, continui, riconoscibili nel paesaggio.
Un patrimonio unico nel panorama nazionale.

Negli ultimi anni, su questo patrimonio, sono stati programmati ingenti investimenti pubblici.


Si parla di valorizzazione, fruizione, percorsi, infrastrutture ma alla luce della decisione ONU, una domanda non può più essere rinviata: dove sono i pastori?

In Molise sono ancora circa 500, persone reali, famiglie, lavoro quotidiano.

Sono loro che tengono aperti i pascoli, che percorrono i tratturi, che ne impediscono l’abbandono e il degrado.

Eppure, nelle politiche pubbliche, restano invisibili. È qui che la contraddizione diventa evidente.

È come avere i treni ma non i macchinisti!

Si finanziano le infrastrutture ma non chi le fa funzionare.
Si valorizzano i percorsi ma non chi li percorre.
Si parla di patrimonio ma si dimentica il lavoro vivo che lo rende tale.

Questo post non vuole dire tutto. Non ancora.

Oggi segnaliamo un fatto e una contraddizione, alla luce di un riconoscimento internazionale che cambia il quadro.


Nei prossimi giorni torneremo sull’argomento, mettendo al centro i pastori, il loro ruolo, il loro lavoro e le responsabilità pubbliche che ne derivano.

Perché una cosa è certa: senza pastori, i tratturi restano fermi.Come treni senza macchinisti!

(by nicola)

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