Quando i cittadini studiano gli atti, la democrazia diventa più forte

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  📌 Quando i cittadini studiano gli atti, la democrazia diventa più forte. Una delle esperienze più interessanti che stanno emergendo in queste settimane sul tema dei trasporti regionali è il lavoro svolto da alcuni giovani cittadini che hanno scelto di approfondire dati pubblici, documenti ufficiali e cronoprogrammi relativi alle infrastrutture ferroviarie del Molise. Al di là delle singole posizioni, ciò che merita attenzione è il metodo. In una stagione in cui spesso prevalgono opinioni, slogan e polemiche, c'è chi dedica tempo ed energie a leggere atti, verificare fonti, confrontare documenti e restituire informazioni comprensibili alla cittadinanza. La partecipazione non è soltanto protesta. È anche studio. È conoscenza. È responsabilità. Una democrazia più forte nasce quando i cittadini sono messi nelle condizioni di conoscere, comprendere e verificare gli impegni assunti dalle istituzioni. Per questo guardiamo con interesse a tutte quelle esperienze che contribuiscono a raf...

𝐏𝐀𝐋𝐋𝐀𝐍𝐓𝐄 È “𝐃𝐈𝐒𝐓𝐑𝐀𝐓𝐓𝐎?”

Bella domanda!
 
Mi riferiscono che, dopo l’annuncio del ricorso presentato da Cittadinanzattiva e Cantiere Civico contro l’applicazione del Decreto 100/2025 sulla Rete Ictus, il presidente del Consiglio regionale Quintino Pallante ha dichiarato: “La politica non segua la via giudiziaria. Se crediamo nella centralità del Consiglio regionale, se riteniamo utile che la programmazione della sanità torni nelle mani della regione, è quella la sede naturale del confronto.”
 
Immediata la replica del consigliere Massimo Romano:
«Pallante, a dispetto del pulpito, tutto può fare tranne la predica, fingendo di non sapere che la “via giudiziaria” è stata percorsa proprio perché chi avrebbe dovuto difendere “la centralità del Consiglio regionale” se n’è invece disinteressato.
Il Decreto 100/2025 sulla rete ictus, infatti, contraddice la volontà del Consiglio regionale espressa con la delibera del 14 febbraio 2024, che disponeva l’esatto contrario di quanto stabilito dai commissari.
Capovolgere il rapporto di causa ed effetto non fa onore al ruolo di Pallante: il ricorso è l’extrema ratio per difendere i potenziali pazienti molisani dopo che la politica regionale si è fatta mettere i piedi in testa dai commissari governativi.
E indovinate a chi spettava difendere la “centralità del Consiglio regionale”, garantendo che la programmazione sanitaria restasse in mano alla Regione? Al presidente del Consiglio regionale, ovviamente, che però si è distratto, o forse era troppo impegnato a commentare un ricorso che non ha ancora neanche letto.»
 
Pallante “distratto”?
 
Ma come? Non è lo stesso Pallante che ha dichiarato di essere «orgoglioso di aver ridato all’Assemblea legislativa un ruolo più centrale di indirizzo e interlocuzione politica»?
 
Forse conviene lasciarglielo credere, ora che si accinge a chiedere una meritata riconferma alla presidenza del Consiglio regionale.

✍️ Vinicio D’Ambrosio 





🟠 Nota dell’OML:
Questo articolo rientra nel ciclo “Memoria Civile”, attraverso cui l’Osservatorio Molisano sulla Legalità intende restituire voce ai fatti e responsabilità alle scelte che hanno inciso sulla storia recente del Molise.

 

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