“Omaggio all’Infanzia”: il gioco come memoria, diritto e spazio educativo

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  Ci sono oggetti che sembrano appartenere soltanto al passato e che, invece, continuano a parlarci. Un cavallo a dondolo, un giocattolo di legno, di latta o di cartapesta possono custodire storie familiari, gesti, desideri e frammenti dell’infanzia di intere generazioni. È da questa capacità della memoria di attraversare gli oggetti che prende forma “Omaggio all’Infanzia” , il progetto ideato e curato da Michele Lanza , direttore artistico dell’associazione ART & ego APS , realizzato in collaborazione con la Direzione Regionale Musei Nazionali Molise e il Parco Archeologico di Sepino. Il progetto si svilupperà tra Gambatesa e Campobasso attraverso tre momenti strettamente collegati: una mostra, un convegno di approfondimento e una serie di laboratori dedicati ai più piccoli. Il cavallo-gioco e le storie dell’infanzia Mercoledì 14 ottobre, alle ore 16.30 , al Castello Di Capua di Gambatesa sarà inaugurata la mostra “Il Cavallo-gioco tra storia ed arte dal 1800 ad oggi” , visit...

Il Molise che non cresce: Neet a Bojano, Venafro, Campomarino e oltre

Riceviamo e pubblichiamo

La quota in Italia dei cosiddetti Neet – giovani tra i 15 e i 29 anni che non studiano, non lavorano e non frequentano percorsi di formazione – è del 15,2%.


Un dato che colloca il nostro Paese tra quelli europei con la percentuale più elevata.

Sono ora disponibili i dati, elaborati tra le statistiche sperimentali dell’Istat, per i singoli comuni con almeno cinquemila abitanti (aggiornamento al 2020: numeri che non dovrebbero essersi modificati in maniera significativa negli ultimi cinque anni).

Il quadro molisano

In Molise, Boiano risulta il comune con la percentuale più alta di Neet: 26,6%.
A seguire:

  • Venafro 26,2%

  • Campomarino 26,1%

  • Riccia 25,7%

  • Isernia 25,2%

  • Campobasso e Larino 24,2%

  • Guglionesi 23,8%

  • Montenero di Bisaccia 23,6%

  • Termoli 23,3%

Numeri che raccontano una realtà drammatica: la dispersione di intere fasce giovanili dai percorsi di istruzione, formazione e, in prospettiva, dal mondo del lavoro.

Una domanda aperta

Ci sono amministratori pubblici – regionali e comunali – pronti ad aprire una riflessione vera su questi dati?
Quali percorsi educativi, formativi e professionali possono essere messi in campo per valorizzare le competenze dei giovani e restituire loro prospettive concrete di futuro?

Ribassato l’importo per la vendita all’asta della sede di Bruxelles da parte della Regione Molise.

Acquistata per 1 milione e 600 mila euro, dopo l’inutile esborso di centinaia e centinaia di migliaia di euro per la sola manutenzione, dopo un primo tentativo di vendita nel 2024 andato a vuoto, è stato pubblicato un nuovo avviso esplorativo al prezzo ribassato a 1 milione e 350 mila euro.

La svendita del palazzo acquistato venti anni fa esclusivamente per soddisfare la megalomania di Michele Iorio e dei suoi allegri compagni di brigata, e oggi in abbandono, è un triste presagio per l’intera regione destinata anch’essa, a breve, alla liquidazione “sotto costo”: all’Abruzzo, alla Puglia, alla Campania? Vedremo!


 


 

L’OML propone di leggere questi dati come una mappa del rischio e dell’opportunità: fotografare le criticità per avviare percorsi concreti di rigenerazione educativa, sociale ed economica.

L’Atlante dei Neet molisani potrebbe essere un manifesto di responsabilità:
– per le istituzioni, chiamate a trasformare numeri in politiche concrete;
– per le comunità, che non possono rassegnarsi alla fuga dei giovani;
– per i ragazzi stessi, che meritano percorsi di dignità, lavoro e futuro. 

Commenti

  1. Secondo Sos Italia i giovani inattivi costano 24,5 miliardi di euro, ovvero quanto una finanziaria.
    Il tasso del Neet per l’economia nazionale è del 15,2% contro una media Ue dell’11%.
    17,8% i Neet tra i 15-29enni diplomati. Molto più dei coetanei laureati (11,8%).
    Più esposti al fenomeno sono le giovani donne e il Mezzogiorno.

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    Risposte
    1. 🔥 Non possiamo ridurre tutto a “produttività” o “costo per lo Stato”.
      La vera perdita è una generazione che non viene ascoltata, accolta, accompagnata.
      Non una spesa da tagliare, ma un dolore da trasformare in rinascita

      Elimina

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