La Tabula Peutingeriana: la Google Maps degli antenati

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  A Isernia un incontro sulla viabilità romana Duemila anni fa i Romani avevano già una mappa delle strade dell’Impero. Si chiama Tabula Peutingeriana ed è un rotolo di pergamena lungo quasi sette metri che rappresenta la rete delle vie romane con città, stazioni di sosta e distanze tra le località. Non è una carta geografica nel senso moderno del termine. Si tratta piuttosto di una mappa itineraria , pensata per rappresentare le relazioni tra i luoghi lungo le grandi strade dell’Impero romano. Per questo, con un’immagine contemporanea, qualcuno l’ha definita la “Google Maps” degli antenati . Attraverso questa straordinaria testimonianza storica possiamo comprendere meglio come i Romani organizzavano il territorio, collegavano città e regioni e costruivano una rete di relazioni che ha segnato profondamente la storia dell’Europa e del Mediterraneo. Di questo affascinante documento storico si parlerà giovedì 12 marzo a Isernia , in un incontro organizzato dal Circolo So...

Confesso di aver provato una forte emozione nell'ascoltare l'intervento di Antonio D’Ambrosio

 

Confesso di aver provato una forte emozione nell'ascoltare l'intervento di Antonio D’Ambrosio - membro storico del Consiglio dei Molisani nel Mondo e esperto della diaspora molisana all’estero - ieri pomeriggio, in occasione dell'evento “Le Radici Immateriali. Feste, pratiche e saperi per ritessere una relazione emotiva e progettuale con i territori d’origine” tenutosi a Castel del Giudice e coordinato dalla "nostra" Letizia Bindi alla quale vanno i nostri complimenti.

D’Ambrosio ha detto una verità potente:

La memoria sta dentro un museo! Non sta in un angolo o in una frazione, sta in un museo. E' un museo il centro del motore per i beni immateriali."

E su questo 'Mangia Fuoco' ha visto lungo! Ha anticipato i tempi, creando il primo ecomuseo virtuale al mondo dedicato ai fuochi rituali, per custodire e far rivivere un patrimonio immateriale unico.

💡 Non un semplice archivio, ma un luogo vivo. Un’esperienza immersiva che permette a chiunque, ovunque nel mondo, di riscoprire le proprie origini e il valore di una tradizione che resiste nel tempo.

📌 Anche l'assessore al turismo Fabio Cofelice ha sottolineato un punto cruciale:
"L'altro tema fondamentale è quello della protezione delle tradizioni locali. È fondamentale che, attraverso la rivalutazione e la riscoperta delle tradizioni locali abbandonate al momento della partenza, si crei un appeal fondamentale per le persone che vogliono rientrare e riavvicinarsi ai luoghi natali."

🔥 E i numeri parlano chiaro: l’ecomuseo dei fuochi rituali è oggi il secondo più visitato tra i 600 musei presenti sulla piattaforma nazionale. Un risultato straordinario, che dimostra quanto il mondo abbia sete di memoria, di identità, di appartenenza.

E allora, se come dice Antonio D’Ambrosio, i nostri emigrati in Canada chiedono "Cosa vi serve?", la risposta è chiara: è il momento di far decollare l’ecomuseo del fuoco. 

È il momento di consolidare questo progetto unico, di trasformarlo in un punto di riferimento mondiale per la conservazione e la valorizzazione delle tradizioni molisane.

🚀 Il futuro ha bisogno di memoria. Il futuro ha bisogno di fuoco!

Mangia Fuoco è pronto a collaborare e ad accendere un ‘fuoco eterno’, per il Molise e... per i Molisani nel mondo!

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(by nicola)


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