🌿 Conoscere un territorio significa anche conoscere le piante, i saperi e le pratiche che lo abitano

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Sabato 12 e domenica 13 settembre , Villa de Capoa a Campobasso torna ad accogliere il Festival delle Erbe & dintorni – Sapienze antiche e nuovi stili di vita . Due giornate gratuite dedicate a botanica, biodiversità, fitoterapia, alimentazione, sostenibilità, laboratori, musica e conoscenza del patrimonio vegetale. Tra gli appuntamenti segnaliamo con particolare interesse l'incontro dedicato all' “Etnobotanica: patrimonio culturale del Molise” e quello sulle “5 domande per una città più verde” . C'è un valore ulteriore nell'iniziativa: restituire Villa de Capoa , uno dei luoghi verdi più preziosi di Campobasso, alla conoscenza, all'incontro e alla partecipazione dei cittadini. Conoscere è già una forma di cura. 📍 Villa de Capoa – Campobasso 📅 12–13 settembre 2026 Attività libere e gratuite. OML #FestivalDelleErbe #Campobasso #VillaDeCapoa #Biodiversità #Etnobotanica #Ambiente #BeniComuni #Molise #OML

DISASTRO AMBIENTALE. In Molise non paga nessuno... tranne i cittadini!

Dispositivo dell'art. 452 quater Codice Penale

Fuori dai casi previsti dall'articolo 434, chiunque abusivamente cagiona un disastro ambientale è punito con la reclusione da cinque a quindici anni. Costituiscono disastro ambientale alternativamente:
  1.  l'alterazione irreversibile dell'equilibrio di un ecosistema;
  2.  l'alterazione dell'equilibrio di un ecosistema la cui eliminazione risulti particolarmente onerosa e conseguibile solo con provvedimenti eccezionali;
  3.   l'offesa alla pubblica incolumità in ragione della rilevanza del fatto per l'estensione della compromissione o dei suoi effetti lesivi ovvero per il numero delle persone offese o esposte a pericolo.

Quando il disastro è prodotto in un'area naturale protetta o sottoposta a vincolo paesaggistico, ambientale, storico, artistico, architettonico o archeologico, ovvero in danno di specie animali o vegetali protette, la pena è aumentata.

Niente paura, in Molise puoi avere: 

  • un "vero e proprio inceneritore di rifiuti pericolosi non dotato di alcun sistema di abbattimento per gli inquinanti"; 
  • "autorizzazioni illegittime";  
  • "un impianto di trattamento rifiuti mai autorizzato" ma "implicitamente riconosciuto dalla Regione" con il quale bruciare 14mila chili tra fanghi di raffinerie, acque di industrie chimiche e le ceneri radioattive di Brindisi e... farla franca! 
(by nicola) 

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