“Era tanto un bravo ragazzo” La violenza che noi maschi dobbiamo imparare a riconoscere
Dall'autorità familiare al controllo delle relazioni: educare al rispetto della libertà è il primo passo per prevenire la violenza contro le donne. Una precisazione sul linguaggio In questa riflessione utilizzo intenzionalmente i termini maschio e femmina , anziché uomo e donna . È una scelta per richiamare la responsabilità maschile nei comportamenti violenti, senza attribuire alla biologia ciò che deve essere compreso anche attraverso l'educazione, la cultura e le relazioni di potere. Essere maschi non significa essere violenti. La violenza è un comportamento, non un destino biologico. _______________________________________________________________________ "Era tanto un bravo ragazzo." Quante volte abbiamo ascoltato questa espressione dopo che una femmina è stata uccisa da un maschio che conosceva, amava o con il quale aveva condiviso una parte della propria vita? Parole che sembrano esprimere incredulità, ma che dovrebbero spingerci a porci una dom...

Eccellente intervento che esalta in positivo il tema "emigrazione" anche se a vantaggio delle popolazioni, soprattutto, del tessuto socio economico ospitante. I nostri emigranti sono andati si a guadagnarsi una condizione economica migliore ma hanno esportato anche le nostre capacità artistiche, artigianali e culturali. Mi auguro che nella logica di "fare rete" che OML, Fondazione Anchise, Liberi di Essere, Officina Creattiva e spero altre associazioni ancora, hanno impostato come metodo di azione per rendere tangibile l'impegno del volontariato, anche l'UNIMOL darà il suo costante assist.
RispondiEliminaGrazie al Presidente di OML Nicola Frenza per la bella presentazione.
Carmine Lucarelli
Grazie, presidente Lucarelli!
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