venerdì 20 novembre 2020

PETIZIONE. Chiediamo che vengano adottate politiche di redistribuzione

 


Ai Presidenti delle Camera dei Deputati e del Senato delle Repubblica,

e p.c. al Presidente del Consiglio dei Ministri e al ministro dell'Economia e delle Finanze

Premessa 

Il governo sta cercando di fare quadrare i conti con provvedimenti (alcuni apprezzabili) che non includono maggiori entrate fiscali e includono riduzioni di spesa. Ciò non è sufficiente. Come ammesso ormai anche da ambienti economici liberisti (come il Financial Times), non si può uscire dalla stagnazione di lungo periodo in cui ci troviamo senza affrontare uno scoglio che è diventato un tabù anche per gran parte della sinistra, e cioè la necessità di una politica di redistribuzione dai ricchi ai poveri (o meglio al sistema di welfare). E questo può essere ottenuto solo con nuove tasse. La più opportuna è un'imposta di solidarietà sulla ricchezza finanziaria. In questa breve premessa vedremo dapprima perché questa imposta è giusta in linea di principio e di diritto; e poi perché queste considerazioni sono in realtà superflue. Per capire perché l'imposta qui suggerita è eticamente giusta basta leggere qualsiasi manuale di politica economica scritto prima dello tsunami neoliberista degli ultimi decenni: in esso si vedrà che fra i compiti fondamentali della politica economica c'era (e dovrebbe ancora esserci) la riduzione delle diseguaglianze. Rinviamo a tali manuali per le motivazioni teoriche relative. E siccome nel nostro paese le diseguaglianze sono molto aumentate durante la crisi, ne risulta che è opportuno trovare il modo di togliere qualcosa ai ricchi per darlo ai poveri. Ma c'è anche un motivo giuridico: negli anni della crisi i ricchi sono diventati sempre più ricchi (e i poveri sempre più poveri). La ricchezza che si è creata è l'accumulo di redditi, e per i ricchi si tratta perlopiù di redditi da capitale. Questi non sono tassati in misura progressiva, in contrasto con la Costituzione (art.53: "il sistema tributario è informato a criteri di progressività"); quindi una loro tassazione una volta che si siano trasformati in ricchezza è giuridicamente fondata, purché le aliquote non siano troppo alte.
Questo ci porta all’ultimo punto di questa premessa. Le considerazioni precedenti perdono qualsiasi rilevanza a fronte di un dato fondamentale, e cioè che basterebbe un’imposta estremamente esigua per operare una redistribuzione significativa. La ricchezza finanziaria (finanziaria: quindi escludendo le abitazioni) ufficialmente censita dei cittadini italiani era alla fine del 2019 di circa 4400 miliardi. Oggi questo valore si è un po’ ridotto, ma molto difficilmente è sceso sotto i 4000. Un’imposta del 5 per mille (metà dell’1%) renderebbe circa 20 miliardi. Sarebbe opportuno che le aliquote fossero progressive e con una quota esente, ma se anche l’imposta fosse proporzionale ben difficilmente creerebbero ondate di protesta: chi avesse “solo” 20.000€ in banca dovrebbe pagare 100€ all’anno. Pare che i tecnici del ministero dell'economia si stiano arrovellando per trovare da un quarto a un terzo di questa somma, in buona parte con tagli alla spesa e quindi con conseguenze negative per l'economia e fra grandi difficoltà politiche.

Testo
Per questi motivi noi cittadini italiani chiediamo, in ottemperanza all'art. 50 della Costituzione, che:
a) Il Parlamento impegni il governo a introdurre un contributo di solidarietà sulla ricchezza finanziaria, con aliquote progressive (comunque non superiori all'1%) e una quota esente;
b) Nella norma in materia venga espressamente stabilito che i proventi di questo contributo devono essere interamente investiti nel miglioramento dei servizi per i cittadini, in particolare a vantaggio delle persone maggiormente in difficoltà.

Riteniamo che decidere quali aliquote applicare, e quindi quali somme ottenere, debba essere valutato del Parlamento.  Quanto segue quindi è solo un suggerimento. Proponiamo la totale esenzione per la metà più povera delle famiglie, un’aliquota media intorno allo 0.8% per il decimo più ricco, e un’aliquota media intorno allo 0.15% per le altre. Dato che in Italia la ricchezza finanziaria è molto concentrata, il gettito  dovrebbe essere superiore ai 20 miliardi.

Per firmare:

https://paperoniale.it/petizione/ 

(by nicola) 

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