80 voglia di vivere

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Gli 80 anni dell'avvocato Giacomo De Ritis, cofondatore dell’Osservatorio Molisano sulla Legalità L'ho conosciuto come avvocato della controparte alla fine degli anni Ottanta. Se qualcuno mi avesse detto allora che, molti anni dopo, me lo sarei ritrovato accanto come cofondatore dell'Osservatorio Molisano sulla Legalità , probabilmente avrei sorriso. E invece la vita, quando vuole, sa scrivere storie migliori di quelle che immaginiamo. Oggi Giacomo compie 80 anni e mi accorgo che raccontare qualcosa di lui significa inevitabilmente raccontare anche un pezzo della mia storia e di quella dell'OML. Perché Giacomo c'è sempre stato, con una presenza costante e concreta . E per un'associazione come la nostra poter contare, per tanti anni, sulla competenza, sul rigore e sull'attenzione di un avvocato non è stata cosa da poco. Giacomo ha controllato, letto, verificato, consigliato. Quando necessario ha frenato, quando c'era da andare avanti...

ANZIANI. Quando a ‘ucciderli’ potrebbero essere le promesse e gli impegni disattesi e non il Covid-19




Il 30 maggio u.s., in tarda mattinata (11:30 circa), mia madre – classe 1937 - riceve una telefonata dal ‘call center’ dalla C.R.I. (06.55101420).

L’operatrice le dice che l’ISTAT l’ha selezionata, insieme a altre 150.000 persone, nell’ambito di uno studio nazionale finalizzato a capire quante persone abbiano sviluppato gli anticorpi al nuovo coronavirus, anche in assenza di sintomi. Aggiunge che per ottenere risultati affidabili e utili è fondamentale che le persone selezionate aderiscano in quanto, anche se partecipare non è obbligatorio, conoscere la situazione epidemiologica in Italia serve a tutti!

Di slancio mia madre accetta, spinta soprattutto da motivi ‘affettivi’ - dal momento che da circa tre mesi non può passare parte della giornata con gli amatissimi nipoti e pronipoti - vitali alla sua esistenza e sopravvivenza fisica e... ‘psichica!’

La data del prelievo a domicilio le viene fissata al giorno 3 di giugno nella fascia oraria 9:00-11:00. Al fine di accertarmi se mia madre ha ben capito data e ora - e non far perdere tempo prezioso ai sanitari - telefono al ‘call center’ della C.R.I. e lascio all’operatrice il mio numero di cellulare pregandola di farmi sapere in anticipo l’ora stabilita per il prelievo.

La mattina del 3 giugno, dalle 9:00 alle 11:00, insieme a mia madre, ho atteso invano l’arrivo dell’equipe sanitaria e una telefonata. Il sollievo di ‘tornare libera’, senza il terrore di poter arrecare danno ai propri cari, da parte di mia madre si è trasformato prima in ‘delusione’ e poi in una sensazione di... ‘abbandono!’

La mattina del 5 giugno ho telefonato di nuovo alla C.R.I. per manifestare il mio disappunto e quello di mia madre. Prima risposta: “Non sappiamo cosa dirle. Noi ci occupiamo solo di fissare gli appuntamenti. Provo a sentire i colleghi e la richiamo!” Seconda risposta: Il prelievo è fissato per oggi 5 maggio in mattinata a cura degli operatori dell’ASREM!”

Altro giro altra corsa ma degli operatori ASREM neanche l’ombra. 

Nutro seri dubbi su tutta l’operazione, operazione che potrebbe essere di ‘facciata’ e non di ‘sostanza!’ Per fugare ogni dubbio interesserò la Procura e il Ministero della salute.



Nicola Frenza

(by nicola)

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