Riceviamo e pubblichiamo

"Ho vissuto in maniera agiata buona parte della vita grazie alla mia
attività con la quale movimentavo milioni di euro l’anno.
Ho 50 anni, e
quest’ultimo mese trovo molto difficile accettare il mio ‘nuovo status
sociale.’ Quale? Quello di… povero (economicamente parlando si intende)!
La vera povertà non la si fa vedere, specie se ti hanno costretto a
diventarlo, per questo ho cercato di ‘nasconderla’ a me – agli altri di
più - ricorrendo a ‘travestimenti’ capaci di farmi risultare... una
‘persona dignitosa.’
Pasqua 2020: ricevo una telefonata. L’interlocutore
mi chiede di consegnarmi il ‘blocchetto dei buoni spesa’ messi a
disposizione dal Comune di Campobasso. Un senso di rabbia e vergogna mi
assalgono nell’aprire il plico che li contiene: appariscenti, con
disegnato un
arcobaleno che più ‘arcobaleno’ non si può e soprattutto
luminescente, in grado di essere ‘riconosciuto’ a kilometri di distanza
dalla cassa del supermercato. A sinistra trovo la seguente dicitura:
“Buono spesa del valore di euro 10,00, nome e cognome del
beneficiario, firma”, a destra: ‘Andrà tutto bene!’
Se l’Amministrazione
comunale voleva umiliarmi ci è riuscita benissimo! Nei prossimi giorni
sicuramente provvederò a restituire il tutto a chi di dovere.
Che Paese questo… in cui ricchi, corrotti, truffatori e evasori hanno diritto all’anonimato, alla privacy mentre i poveri sono costretti a dichiararlo pubblicamente!"
Lettera firmata
(by nicola)
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