La Tavola Osca tra Agnone e Capracotta: memoria viva di un paesaggio culturale

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  La celebre Tavola Osca, conservata ad Agnone e ritrovata nel territorio di Capracotta, continua ancora oggi a interrogare studiosi e comunità sul rapporto profondo tra identità, territorio e memoria. In questi giorni il Molise torna a confrontarsi con uno dei suoi reperti più importanti: una testimonianza straordinaria non solo dal punto di vista linguistico e archeologico, ma anche per ciò che racconta sul rapporto tra esseri umani, natura, sacralità e comunità. Forse è proprio questo il punto più attuale. La Tavola non parla soltanto del passato.  Parla anche a noi. Ci parla del legame tra territorio e identità. Del rapporto tra ambiente e cultura. Di una spiritualità che non separava il sacro dalla vita quotidiana. Di una visione del mondo profondamente radicata nei cicli naturali, nella terra e nelle comunità. Ed è forse per questo che oggi il tema torna così centrale. Il rischio contemporaneo, infatti, è ridurre il patrimonio a semplice oggetto museale o turistico, dime...

"Il popolo in quanto categoria politica è sempre qualcosa di costruito» Chantal Mouffe


Ricerca condotta nelle periferie di: Milano, Firenze, Roma e Cosenza da docenti universitari e attivisti/e appartenenti al " Cantiere delle Idee."
Emerge uno scenario difficilmente riconducibile alle etichette di 'populismo', 'razzismo' o 'euroscetticismo' e che costringe a ripensare le categorie con le quali interpretiamo i fenomeni odierni.

... "Ma perché questa destrutturazione atomistica attraverso l’obnubilamento di massa? Presto detto: il modo di produrre basato sulla precarizzazione, la gig-economy dei lavoretti al posto del lavoro, e la messa fuori gioco dei possibili disturbatori della quiete pubblica hanno l’irrinunciabile necessità di smantellare il concetto stesso di solidarietà, su cui si basa la cultura dei diritti, e azzerare ogni orientamento critico; lasciando baluginare l’alternativa-chimera dell’arricchimento personale. L’entrata nel Paese del Bengodi attraverso il mito dell’imprenditorializzazione. E quando i fatti smascherano la mendacità di tale propaganda, scendono in campo nuovi script anestetici; basati sull’individuazione di “untori”, colpevoli del crescente malessere e in pole position per diventare il nemico di ulteriori guerre tra poveri. Nel tracollo dell’aureo principio che valorizza il discorso pubblico bilanciando il potere dei pochi che controllano le risorse di potere con il numero dei senza potere: la democrazia..."

(by Nicola)

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