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L'OML partecipa al lutto della famiglia Biondi

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  L'Osservatorio Molisano sulla Legalità esprime profondo cordoglio per la scomparsa della signora Italia, vedova Biondi , mamma di Carmela , socia fondatrice dell'OML. In questo momento di dolore, il Presidente, il Consiglio Direttivo e tutti i soci si stringono con affetto a Carmela e ai suoi familiari, partecipando con sincera vicinanza al loro lutto. Il ricordo di una madre continua a vivere nell'amore, nei valori e negli insegnamenti che lascia ai propri figli. Alla signora Italia un pensiero di riconoscenza e di pace.  A Carmela e alla sua famiglia giungano le più sentite condoglianze dell'Osservatorio Molisano sulla Legalità.

In Calabria un trentenne blocca la realizzazione della seconda discarica più grande d'Europa, in Molise si amplia quella di Tufo Colonoco



Video:
https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/12/29/riparte-il-futuro-il-30enne-che-salva-il-suo-paese-in-calabria-bloccata-la-discarica-ora-orti-e-mulini-antichi/4864262/?fbclid=IwAR1IkCaiC3dKqfjSAYhKI8s2T522birngi8BN9sgSsL-QU2mq2uN8XzMIPk



Nel 2014 a San Floro, un paese di 600 abitanti in provincia di Catanzaro, doveva nascere la più grande discarica d’Italia, la seconda d’Europa. Un ecomostro capace di accogliere 300 tonnellate al giorno di rifiuti solidi e speciali, a pochi metri dai terreni agricoli della zona, e che avrebbe compromesso la qualità della vita di migliaia di persone e di tanti piccoli paesi. Stefano Caccavari, all’epoca 27enne, si mette alla guida di un comitato di protesta che coinvolge amministrazioni comunali, movimenti, associazioni ambientaliste. Alla fine, come fosse la battaglia di un Davide collettivo contro Golia, Caccavari e i suoi compagni di protesta battono il gigante e la Regione decide di revocare l’autorizzazione alla discarica, il cui progetto non aveva tutte le carte in regola.
Proprio da questa vittoria ha origine una nuova idea, che unisce tradizione e innovazione: Caccavari fa nascere i primi “Orti di famiglia” che diventano il nucleo originario di quella che negli anni sarebbe diventata una vera e propria comunità con 220 soci. Qualche anno più tardi, si impegna per salvare l’ultimo mulino a pietra della zona. Nasce così “Mulinum”, con una campagna di crowdfunding su Facebook, grazie alla quale riesce a raccogliere 500mila euro soltanto in una settimana, stabilendo un record nel settore agroalimentare. Da lì inizia una nuova sfida fatta di pane lievitato lentamente e sementi recuperate  – e un nuovo indotto per il territorio – e parte per salvare altri terreni e altri mulini nel resto d’Italia e d’Europa (gli ultimi in Val D’Orcia e a Mesagne, in provincia di Brindisi).
“Siamo riusciti a realizzare questo miracolo in Calabria – festeggia Stefano – la regione che secondo gli indicatori economici è l’ultima d’Europa e, invece, con un po’ di buona volontà e un pizzico di sana follia, stiamo scrivendo una pagina di partecipazione e impegno senza precedenti. Fra i miei soci ci sono padri che hanno intestato le quote ai figli. Vorrà dire qualcosa, no?”.
Gli inviati di Riparte il futuro, la community digitale italiana che da anni si batte per sconfiggere la corruzione nel nostro paese, hanno incontrato 12 italiani under 40, che hanno deciso di resistere nel paese più corrotto d’Europa, sfidando con coraggio l’immobilità del sistema con attività imprenditoriali, proteste e persino opere d’arte.
Le loro storie saranno pubblicate ogni due giorni anche su ilfattoquotidiano.it. La prima è quella di Nicoletta Scimeca, che a Caccamo, a 17 anni, ha detto no al pizzo: “Resistere è un dovere, e ora portare avanti la mia attività, che dà un’occupazione ai miei concittadini, è diventata una missione”. La seconda è quella degli archeologi che dicono no alle mazzette sui cantieri, secondo cui stando “uniti si resiste”.

Fonte: Il Fatto

(by Maurizio)

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