
“Oltre a fornire un vantaggio per l’ambiente e per tutti i portatori di
interesse”, questo modello procura vantaggi diretti alle imprese che ne
adottano lo spirito e i principi: in termini di “competitività”,
spiega, “in quanto i “modelli di business meno legati all’utilizzo di
materie prime consentono di sviluppare una struttura di costi meno
esposta al rischio di volatilità dei prezzi sia per dinamiche di mercato
sia per interventi normativi”.
In termini di “innovazione”,
perché il ripensamento dei “modelli di business in un’ottica circolare
rappresenta una forte spinta all’innovazione nei processi produttivi”.
Dal punto di vista ambientale, ovviamente, dato
che “l’impegno concreto di un’impresa nel limitare l’impatto
ambientale, rappresenta un importante contributo per la riduzione sia
dei rifiuti sia dell’inquinamento atmosferico e, inoltre, contribuisce
al riutilizzo di materie prime sempre più scarse”.
Infine, in termini di “occupazione,
in quanto la riduzione della quantità di materie prime utilizzate e la
crescita di servizi a valore aggiunto dovrebbero comportare uno
spostamento dei costi dalle materie prime al lavoro, cioè da settori più
automatizzati, a settori prevalentemente legati al lavoro umano, con
una conseguente crescita dell’impatto occupazionale”.
(by Nicola)
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