Riceviamo e pubblichiamo
Secondo la versione fornita alla Commissione
Parlamentare Antimafia sui media locali pare che “L’isola felice” del Molise rimanga tale salvo gli ovvi “rischi”di
infiltrazione, su cui sarebbe “alta” l’attenzione delle istituzioni e delle
procure locali. Ma chi ha riferito questa versione ? Le stesse autorità locali
preposte ai controlli.
In
generale è vero che nel Molise non esiste una borghesia camorristica autoctona,
ma è anche vero che questa regione presenta tutti i crismi per essere una sorta
di “Svizzera” di queste camorre, dove, lungi dallo scatenare sconvenienti
sparatorie, si entra col riciclaggio di denaro, col traffico illecito dei
rifiuti, con gli appalti di un certo livello, magari avendo basisti locali tra
politici ed imprenditori.
In particolare nella
conferenza stampa tenuta dall’On.le Bindi non sono emersi gli “inquietanti
dubbi” circa la sorte della mega
inchiesta LARUS: mettendo insieme le notizie giornalistiche sinora emerse,
pare che siano stati accertati dalla DDA e dai ROS di Campobasso rapporti tra importanti
imprenditori e politici molisani con la borghesia camorristica, in particolare nella
nostra provincia di Isernia, per un complesso di 52 indagati.
E partendo da qui, ecco le
domande e le risposte di fronte alle quali avremmo voluto pubblicamente mettere l’on.le Bindi e le autorità locali,
sempre previo accertamento della veridicità delle notizie giornalistiche da noi
messe insieme e analizzate:
1)- perché tale inchiesta LARUS
è finita alla Procura di Isernia e non alla superiore competenza antimafia di
Campobasso se non di Roma ?
2)- Se è vero (chiediamo
però di verificarlo) che la DDA e i ROS di Campobasso hanno accertato rapporti tra imprenditori molisani e la
borghesia camorristica campana che gestisce il traffico illecito dei rifiuti,
in particolare sul versante di Isernia,
come mai la Procura di Isernia ha chiuso tale enorme inchiesta LARUS con
soli 7 indagati su 52, e solo con un “bando truccato” del Comune di Isernia
riguardante i trasporti bus, “centralizzando” l’attenzione su un semplice
dipendente del Comune di Isernia che di fatto era gerarchicamente subordinato
al potere comunale ?
3)- Intendete verificare
se è fondata la denuncia di questo dipendente del Comune di Isernia, che nel
rivendicare la sua innocenza, ha deferito i PM di Isernia Albano e Scioli, nonché
il GIP di Isernia Quaranta, presso la Procura di Bari e il CSM, deducendo di essere stato usato come “capo
espiatorio” nell’inchiesta LARUS, proprio per “coprire” imprenditori importanti
molisani e politici locali eccellenti ?
4)- Chi sarebbero questi imprenditori e politici locali “eccellenti”
nell’inchiesta LARUS per la cui
posizione la Procura di Isernia (Albano - Scioli) ha inteso “richiedere
l’archiviazione”nonostante gli accertamenti della DDA circa l’esistenza di loro
rapporti con la borghesia camorristica che gestisce il traffico illecito dei rifiuti, tangenti, voto di scambio, e quant’altro
?
5)- Come sono state condotte le indagini in provincia di Isernia circa le
rivelazioni del pentito Schiavone sui punti dove venivano sversati i rifiuti da
parte di capitalisti anche del Nord, avvelenando la nostra terra in nome della loro
legge del profitto ?
6)- Come mai la nostra provincia e in particolare la “piana di
Venafro” risultano sempre più inquinate in barba al diritto alla salute dei
tanti per il profitto di pochi, mentre IMPUNEMENTE le autorità omettono di misurare
la qualità l’aria e non attivano il registro dei tumori ?
Queste domande che
incalzano le istituzioni borghesi sono parte della nostra lotta quotidiana e
immediata, e servono ad elevare la coscienza di ciò che è lo realmente stato
che abbiamo di fronte; ma occorre legare questa difesa quotidiana dei nostri
diritti ad cambiamento, perché, sin quando le leve del potere saranno in mano
al capitale e alle loro istituzioni colluse, le camorre continueranno ad agire
liberamente, e potranno essere spazzate via solo da un governo dei lavoratori, che
riorganizzi la vita sociale ed economica su nuove basi.
28/04/2017
Il
Coordinatore Regionale Tiziano Di Clemente
(by Nicola)
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