“Omaggio all’Infanzia”: il gioco come memoria, diritto e spazio educativo

Immagine
  Ci sono oggetti che sembrano appartenere soltanto al passato e che, invece, continuano a parlarci. Un cavallo a dondolo, un giocattolo di legno, di latta o di cartapesta possono custodire storie familiari, gesti, desideri e frammenti dell’infanzia di intere generazioni. È da questa capacità della memoria di attraversare gli oggetti che prende forma “Omaggio all’Infanzia” , il progetto ideato e curato da Michele Lanza , direttore artistico dell’associazione ART & ego APS , realizzato in collaborazione con la Direzione Regionale Musei Nazionali Molise e il Parco Archeologico di Sepino. Il progetto si svilupperà tra Gambatesa e Campobasso attraverso tre momenti strettamente collegati: una mostra, un convegno di approfondimento e una serie di laboratori dedicati ai più piccoli. Il cavallo-gioco e le storie dell’infanzia Mercoledì 14 ottobre, alle ore 16.30 , al Castello Di Capua di Gambatesa sarà inaugurata la mostra “Il Cavallo-gioco tra storia ed arte dal 1800 ad oggi” , visit...

Quattro cani per strada


Ieri pomeriggio, alle 16:30 circa, ero in macchina nel parcheggio antistante l'ospedale Cardarelli.
La mia attenzione é stata subito richiamata dalla presenza di 4 cani – uno nero di grossa taglia, gli altri più piccoli – i quali come novelli Cerberi parevano essere 'a guardia' del più importante nosocomio regionale. Uno in particolare, al passaggio di ambulanze/auto, si scagliava con 'rabbia' contro le stesse.
Passati pochi minuti notavo una giovane madre con due figli, il più piccolo nel passeggino, la più grande – avrà avuto 4 anni – precedeva di poco la madre. Percorsi pochi metri la signora ha chiesto alla figlia di andare in macchina. Naturalmente la piccola avrebbe dovuto attraversare il territorio 'presidiato' dai cani ma intimorita dalla presenza degli stessi chiedeva alla mamma: "Mordono?" E cosa fa la puerpera? Semplice, pone la domanda appena ricevuta dalla bambina al guardiano (di cosa non é dato capire) 'blindato' dalla e nella guardiola. Quest'ultimo non parla (troppa fatica, per di più é luglio) ma in compenso abbozza un 'NO' con la testa. Ricevuto il 'transeat' dell'umano Cerbero la donna esclama: "Vai, vai, il signore ha detto che non ti fanno nulla!"
Inutile ogni commento ma una cosa mi sento di scriverla: una denuncia alla prima autorità sanitaria sul territorio, il sindaco, ci sta tutta!

Nicola Frenza

(by Nicola)

Commenti

Post popolari in questo blog

“Area Matese: una voce dal territorio – Quando la denuncia è un atto di tutela collettiva”

Lotto Zero – Parte 1: il grande azzardo che il Molise non può più ignorare

Officina del Tempo: a Campobasso un nuovo luogo per incontrarsi e fare comunità