La Tavola Osca tra Agnone e Capracotta: memoria viva di un paesaggio culturale

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  La celebre Tavola Osca, conservata ad Agnone e ritrovata nel territorio di Capracotta, continua ancora oggi a interrogare studiosi e comunità sul rapporto profondo tra identità, territorio e memoria. In questi giorni il Molise torna a confrontarsi con uno dei suoi reperti più importanti: una testimonianza straordinaria non solo dal punto di vista linguistico e archeologico, ma anche per ciò che racconta sul rapporto tra esseri umani, natura, sacralità e comunità. Forse è proprio questo il punto più attuale. La Tavola non parla soltanto del passato.  Parla anche a noi. Ci parla del legame tra territorio e identità. Del rapporto tra ambiente e cultura. Di una spiritualità che non separava il sacro dalla vita quotidiana. Di una visione del mondo profondamente radicata nei cicli naturali, nella terra e nelle comunità. Ed è forse per questo che oggi il tema torna così centrale. Il rischio contemporaneo, infatti, è ridurre il patrimonio a semplice oggetto museale o turistico, dime...

Parvula despiciens conquirit maxima nunquam (disprezzando le piccole cose, non si conquistano quelle grandi)

Isernia. Qualche insignificante, credendosi Caligola, forte della risonanza offerta dai media ancorché non degno di alcuna considerazione, continua a “deridere” chi ha idee alternative a quella delle grandi ruberie negli appalti e dello scempio del territorio.
Il rozzo diffusore delle dette insalubrità, altezzoso quanto sciocco, si “stacca dal volgo” dicendo di pensare "in grande", intendendo per "grande" la megalomania del ricco e del potente, ben espressa nelle mega e spropositate opere inutili pensate per Isernia.
Vale a dire colate di cemento, gettate sul verde solo per foraggiare ruberie del denaro pubblico e scempio ambientale, da parte di pochi a danno della società.
Ma in realtà questa è solo piccola e meschina grettezza capitalistica.
Alla Cetto La Qualunque, per capirci.
Pensa in grande per Isernia, invece, tanto per fare alcuni esempi, chi propone in una certa area lo sviluppo della vocazione agricola biologica od a “Km zero”, o le “case-orto”, la salvaguardia delle sorgenti e dei fiumi, anziché inutili otto viadotti e 2 gallerie per 5 chilometri - già collegati da un'altra strada - e dal costo 34 milioni a Km (per ora); fondi destinabili peraltro all’occupazione nelle tante opere edilizie e di manutenzione ambientale, utili e mai fatte; pensa in grande chi propone, sempre ad esempio, il recupero di aree come la stazione di Isernia nell’ottica di un recupero generale degli standard di verde e spazi socio culturali nella città, anziché inutili e devastanti scatoloni di cemento in odor di cricca.
D’altro lato, come dicevano i latini, parvula despiciens conquirit maxima nunquam: cioè, disprezzando le piccole cose, non si conquistano quelle grandi.

20/12/2015 IL COORDINATORE P.C.I. Sez. Reg. Molise

Tiziano Di Clemente
(by Nicola) 

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