Prima della legge. Dove nasce davvero la prevenzione della criminalità giovanile

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OML, Apidge, Mangia Fuoco e ITFF: un modello educativo già riconosciuto a livello nazionale.   Cerimonia di consegna del Trofeo ITFF Scuola 2025  – Articolo 9 della Costituzione - agli studenti del Boccardi–Tiberio  di Termoli per il percorso Mangia Fuoco – Sulle Rotte del Fuoco.      La legalità non si insegna. Si trasmette. Prima della legge viene la formazione dell’uomo. È da qui che nasce la vera prevenzione della criminalità giovanile. Non da una circolare o da un’ora in più di lezione. Nasce da un lavoro lento e profondo sull’identità, sul senso del limite, sulla responsabilità. Nei giorni scorsi Ezio Sina , Presidente nazionale di Apidge , ha scritto su Orizzonte Scuola che «il D iritto a scuola è una trincea contro la criminalità giovanile» . Una tesi forte. Giusta. Necessaria. Ma c’è un fatto che rende quelle parole una diagnosi già verificata sul campo. Lo scorso anno Ezio Sina ha voluto personalmente un Premio speciale nazionale A...

Trasporti pericolosi

Riceviamo e pubblichiamo





A proposito dell'elenco degli autotrasportatori di Itri (LT) e del sud Pontino che avrebbero trasportato, secondo Carmine Schiavone, sostanze tossiche per conto dei Casalesi.

Una pista che, se fondata, potrebbe portarci molto ma molto lontano fino a scoprire "chi" ha commissionato tali trasporti facendo da ponte fra quegli autotrasportatori e i Casalesi.
Come pure tale pista ci potrebbe fornire precise indicazioni, oltre che sui luoghi in cui sarebbero stati scaricati i fusti, anche su "cosa" e "per conto di chi" essi avrebbero trasportato nel nord del materiale per, poi, riportarne altro (sostanze tossiche secondo l'ex collaboratore di giustizia), in direzione sud. Carichi, insomma, sia all'andata che al ritorno, secondo alcune voci che circolano.

Non é che i Casalesi avrebbero puntato a smaltire i rifiuti, oltre che interrandoli, anche bruciandoli nelle fornaci esistenti sul tratto Roma-Napoli, provocando così, in aggiunta all'inquinamento dei territori, anche quello atmosferico?

Analizzando la mappa delle fornaci esistenti all'epoca sul tratto indicato (Roma-Napoli), ne troviamo a: Colleferro, Formia, Itri, San Vittore, Caserta, Napoli. Poi: Sesto Campano, Isernia, Boiano, Guardiareggia per quanto concerne il Molise.

Non abbiamo elementi per poter affermare che il disegno da noi ipotizzato abbia preso vita e si sia realizzato, ma é presumibile, analizzando bene la provenienza dei proprietari degli automezzi che sarebbero stati utilizzati, che questa ipotesi non sia affatto campata in aria, considerato, soprattutto, che non é possibile che la grandissima quantità di sostanze tossiche che sarebbero state trasportate abbia potuto trovare allocazione unicamente sottoterra.

Probabilmente i Calasesi potrebbero aver trovato altre soluzioni ed in tal caso quale soluzione migliore dell'incenerimento dei rifiuti tossici?
I territori sospetti sarebbero circoscrivibili nelle competenze di ben 3 DDA, quelle di Roma, Napoli e Campobasso.
Ci permettiamo, pertanto, di suggerire ai tre Coordinatori delle 3 predette DDA di avviare un'indagine coordinata al fine di poter, insieme, trovare una risposta, reperendo il massimo possibile di riscontri, agli interrogativi suindicati.

ASSOCIAZIONE ANTIMAFIA "ANTONINO CAPONNETTO"
www.comitato-antimafia-lt.org
(by Nicola)

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