La Tavola Osca tra Agnone e Capracotta: memoria viva di un paesaggio culturale

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  La celebre Tavola Osca, conservata ad Agnone e ritrovata nel territorio di Capracotta, continua ancora oggi a interrogare studiosi e comunità sul rapporto profondo tra identità, territorio e memoria. In questi giorni il Molise torna a confrontarsi con uno dei suoi reperti più importanti: una testimonianza straordinaria non solo dal punto di vista linguistico e archeologico, ma anche per ciò che racconta sul rapporto tra esseri umani, natura, sacralità e comunità. Forse è proprio questo il punto più attuale. La Tavola non parla soltanto del passato.  Parla anche a noi. Ci parla del legame tra territorio e identità. Del rapporto tra ambiente e cultura. Di una spiritualità che non separava il sacro dalla vita quotidiana. Di una visione del mondo profondamente radicata nei cicli naturali, nella terra e nelle comunità. Ed è forse per questo che oggi il tema torna così centrale. Il rischio contemporaneo, infatti, è ridurre il patrimonio a semplice oggetto museale o turistico, dime...

"No dottò, pa petan!"


Termina così una esilarante battuta che ha come protagonista una popolana di Ripalimosani (CB) la quale recatasi dal medico a causa di fastidiose e copiose "perdite" così rispose alla domanda formulatale, in dialetto ("Perecchie?"), dal sanitario.

Lo spunto per il "remake" di quanto appena esposto ce lo fornisce il Comune di Ripalimosani. Cambia "l'orifizio"! Quello della nuova versione é dislocato nei pressi dell'"organo" riportato nel titolo del post ma é quello dei ripesi di "Serie B".

Buona visione.

Fonte: oml 2010

(by Nicola)

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