La Tavola Osca tra Agnone e Capracotta: memoria viva di un paesaggio culturale

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  La celebre Tavola Osca, conservata ad Agnone e ritrovata nel territorio di Capracotta, continua ancora oggi a interrogare studiosi e comunità sul rapporto profondo tra identità, territorio e memoria. In questi giorni il Molise torna a confrontarsi con uno dei suoi reperti più importanti: una testimonianza straordinaria non solo dal punto di vista linguistico e archeologico, ma anche per ciò che racconta sul rapporto tra esseri umani, natura, sacralità e comunità. Forse è proprio questo il punto più attuale. La Tavola non parla soltanto del passato.  Parla anche a noi. Ci parla del legame tra territorio e identità. Del rapporto tra ambiente e cultura. Di una spiritualità che non separava il sacro dalla vita quotidiana. Di una visione del mondo profondamente radicata nei cicli naturali, nella terra e nelle comunità. Ed è forse per questo che oggi il tema torna così centrale. Il rischio contemporaneo, infatti, è ridurre il patrimonio a semplice oggetto museale o turistico, dime...

COMUNICATO STAMPA UILBAC Molise

SCHIZOFRENIA EOLICA!

La sentenza del Consiglio di Stato del 23 maggio scorso relativa al ricorso del ministero per i Beni e le Attività Culturali avverso quanto stabilito in precedenza dal TAR Molise, favorevole agli impianti eolici di 20 osceni pali nei comuni di Santa Croce di Magliano, Rotello e San Giuliano di Puglia, dimostra, se ancora ce ne fosse stato bisogno, ancora una volta, come questi tribunali soffrano di strani sintomi. A seconda di come si sentono la mattina, alcuni, ripeto, osceni impianti si possono realizzare e altri no, pur ricorrendo sempre le medesime condizioni e cioè quelle che di fatto stabiliscono l’inattaccabilità di un territorio vocato alle bellezze paesaggistiche e, quando non bastano, a quelle archeologiche. Ed ecco, come per incanto, il Consiglio di Stato, massimo organo di giudizio amministrativo, adesso ricorda che la centrale eolica di San Giuliano e compari (autorizzata dal Tar, per intenderci quel tribunale che circa un anno fa stabilì che, a prescindere da ragioni di sorta, il territorio molisano aveva già abbondantemente dato in ordine a quanto stabilito dalla Unione Europea!) , non può essere realizzata in considerazione delle peculiarità paesaggistiche e non solo di quel territorio. Ma allora scusate, qui due sono gli aspetti che inducono lo scrivente a porsi domande inquietanti: si può o non si può, delle due una. E’ questo un territorio paesaggisticamente parlando da rispettare? Parrebbe di sì! E’ questo un territorio che ha già dato oltre ogni più disastrante aspettativa? Parrebbe di sì! E’ questo un territorio dove insistono importanti insediamenti archeologici e che ciò costituisce deterrente e negazione di centrali nei loro pressi? Parrebbe di si! O forse no! Non è stato proprio il Consiglio di Stato ad autorizzare l’impianto difronte Altilia di Sepino? Parrebbe così, o meglio è così! E allora, diciamolo chiaro, l’atteggiamento “equivoco” delle sentenze, spiazzano non poco i cittadini e quanti in questi anni si stanno battendo per il rispetto dei luoghi e della storia. Si devastano zone incantevoli, tratturi, aree archeologiche ma, come per incanto, i giudici ci dicono che si può fare salvo poi dire il contrario come in queste ore. Certo, questi signori diranno che i casi vanno visti singolarmente, che le situazioni cambiano di volta in volta, che le sentenze vanno lette per intero, che i dispositivi ruotano intorno a fatti oggettivi, che …insomma, che i giudici sono loro e noi non siamo un ….. Ma a chi volete che interessino situazioni diverse e carta bollata di turno se, alla fine, salvo ravvedimenti delle ultime ore, di eolico in Molise ne abbiamo più che in abbondanza, iniziando da quello drammatico di Frosolone, passando per quello inquisito di Carpinone, per quello offensivo di Capracotta e Vastogirardi, per quello sul tratturo di Lucito, per quello cittadino di ……..per questo e quell’altro ancora?! Cari giudici, dall’alto dei vostri poteri, che vi piaccia o no, avete autorizzato la tremenda centrale di Altilia e poi avete bocciato quella di San Giuliano; provate un po’ voi a spiegare alla gente comune come, pur partendo dalle peculiarità dei luoghi, il responso cambia! Provate un po’ voi a scendere dal gradino più alto e spiegare al popolo molisano come si può devastare una regione incantevole a colpi di carta bollata! Provate un po’ voi a spiegare ai figli di questa terra che non avranno futuro ambientale, storico, culturale perché, pochi signori affaristi, aiutati da avidi uomini di potere, sostenuti da sentenze ondivaghe, hanno deciso che “il progresso” e il denaro prevalgono sulla storia dell’umanità!

Isernia, 4 giugno 2012

Il Segretario Regionale UILBAC Molise
Emilio Izzo

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