La Tavola Osca tra Agnone e Capracotta: memoria viva di un paesaggio culturale

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  La celebre Tavola Osca, conservata ad Agnone e ritrovata nel territorio di Capracotta, continua ancora oggi a interrogare studiosi e comunità sul rapporto profondo tra identità, territorio e memoria. In questi giorni il Molise torna a confrontarsi con uno dei suoi reperti più importanti: una testimonianza straordinaria non solo dal punto di vista linguistico e archeologico, ma anche per ciò che racconta sul rapporto tra esseri umani, natura, sacralità e comunità. Forse è proprio questo il punto più attuale. La Tavola non parla soltanto del passato.  Parla anche a noi. Ci parla del legame tra territorio e identità. Del rapporto tra ambiente e cultura. Di una spiritualità che non separava il sacro dalla vita quotidiana. Di una visione del mondo profondamente radicata nei cicli naturali, nella terra e nelle comunità. Ed è forse per questo che oggi il tema torna così centrale. Il rischio contemporaneo, infatti, è ridurre il patrimonio a semplice oggetto museale o turistico, dime...

Antenna Rai Way Spa "annullata" dal Ministero dei Beni Culturali

Il Ministero dei Beni Culturali annulla in autotutela l' autorizzazione sulla nuova antenna (40 metri) della Rai Way Spa sulle alture di Santa Maria a Monte a ridosso del centro abitato di Cercemaggiore. 

Quanti gli impianti presenti in Molise?
Le concessioni  rilasciate in passato sono scadute?
Rischi per le popolazioni interessate?

Ci sono responsabilità?
Controlli da parte delle Autorità ed Enti preposti? 



07/06/2012 - L’allarme dell’ASL Salerno: 

“I comuni si dotino di un piano per le radiazioni elettromagnetiche”

  • Nota dell’ASL:
Da qualche tempo pervengono a questo Dipartimento, da parte di cittadini, associazioni ed amministrazioni, note di preoccupazione per il capillare diffondesi di stazioni radio base ed attrezzature similari in grado di generare radiazioni elettromagnetiche non ionizzanti e legittimi dubbi per eventuali effetti e possibili rischi sanitari sulla popolazione.
 
In merito si richiama l’attenzione su una ricerca dell’Agenzia Internazionale per la ricerca sul cancro per conto dell’OMS, condotta sui telefoni cellulari e che ha classificato i campi elettromagnetici a radio frequenza emessi durante l’uso, come “possibili cancerogeni”.

E’ nostro parere che più di effetti provocati da telefonia cellulare, si dovrebbe parlare di
effetti provocati da radiofrequenze, dal momento che i cellulari non sono gli unici dispositivi basati sulla trasmissione di segnali attraverso onde elettromagnetiche (strumentazioni wi-fi, antenne ripetitrici televisive, radio ecc.) ma la capillare distribuzione dei telefonini li rende i principali “rappresentanti” della questione.
 
Per quanto concerne le stazioni dette “radiobase”, il limite di esposizione in Italia è posto 6 volt metro. La giurisprudenza (Cassazione Penale, sentenza n. 33285 del 2008) ha ritenuto provato il nesso di causalità tra elettrodotti e danni alla salute richiamando le conclusioni di studi scientifici riguardanti il rapporto tra cefalea ed esposizione a campi magnetici.
 
Da qui la necessità che ogni amministrazione si doti di una piano comunale per la telefonia mobile che definisca:
- il quadro conoscitivo generale
- l’analisi dello stato di fatto con censimento comunale degli impianti di telefonia mobile e delle altre fonti di emissione di campi elettromagnetici esistenti
- il calcolo e la rappresentazione dei valori di impatto elettromagnetico previsionale sullo scenario territoriale, di eventuali criticità.
 
E’ nostro dovere fissare il principio che i ripetitori di telefonia devono essere collocati ad una certa distanza da scuole, asili e luoghi di cura.
 
Al di fuori di tali aree riteniamo si possa adottare come distanza di sicurezza quella superiore al “volume di rispetto”.

Sarà ora interessante rilevare quante e quali amministrazioni comunali della provincia di Salerno risponderanno all’appello.


- Cono D'Elia - www.ondanews.it -




(by Nicola)

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