“Omaggio all’Infanzia”: il gioco come memoria, diritto e spazio educativo

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  Ci sono oggetti che sembrano appartenere soltanto al passato e che, invece, continuano a parlarci. Un cavallo a dondolo, un giocattolo di legno, di latta o di cartapesta possono custodire storie familiari, gesti, desideri e frammenti dell’infanzia di intere generazioni. È da questa capacità della memoria di attraversare gli oggetti che prende forma “Omaggio all’Infanzia” , il progetto ideato e curato da Michele Lanza , direttore artistico dell’associazione ART & ego APS , realizzato in collaborazione con la Direzione Regionale Musei Nazionali Molise e il Parco Archeologico di Sepino. Il progetto si svilupperà tra Gambatesa e Campobasso attraverso tre momenti strettamente collegati: una mostra, un convegno di approfondimento e una serie di laboratori dedicati ai più piccoli. Il cavallo-gioco e le storie dell’infanzia Mercoledì 14 ottobre, alle ore 16.30 , al Castello Di Capua di Gambatesa sarà inaugurata la mostra “Il Cavallo-gioco tra storia ed arte dal 1800 ad oggi” , visit...

"CISTERNA" ILLEGALE


Un'agenda sequestrata al capomafia Lo Giudice chiama in causa il vice di Piero Grasso. Gli inquirenti ritengono che il magistrato antimafia avrebbe avuto conversazioni telefoniche con il boss attraverso un telefono “sicuro”.

 Intercettazioni in carcere, la rubrica di un cellulare e un’agenda sequestrate a Luciano Lo Giudice, boss della ‘ndrangheta reggina, stanno scuotendo la Prima commissione del Csm che a gennaio dovrà chiedere o il trasferimento o l’archiviazione per il procuratore aggiunto Alberto Cisterna, numero due della Direzione nazionale antimafia, indagato a Reggio Calabria per corruzione in atti giudiziari. Cisterna avrebbe avuto rapporti stretti con Lo Giudice, arrestato nel 2009 per usura e intestazione fittizia di beni. C’è una sim intestata a una cittadina filippina che Cisterna avrebbe usato per comunicare con il boss, ci sono telefonate, lettere, sms che, secondo l’accusa, il magistrato ha ricevuto da Lo Giudice, o tramite suoi intermediari, e che non ha comunicato al procuratore nazionale antimafia, Piero Grasso, come aveva invece fatto un paio di volte. Sono tutte circostanze contenute nel rapporto della squadra mobile di Reggio Calabria diretta da Renato Cortese (trasmesso al Csm dai magistrati reggini), che il Fatto quotidiano ha potuto leggere. Cisterna è indagato dal procuratore Giuseppe Pignatone e dal pm Beatrice Ronchi perché avrebbe avuto soldi da Luciano Lo Giudice in cambio degli arresti domiciliari per uno dei fratelli, Maurizio.
(by Nicola)

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