Sul Biferno, un racconto lungo un fiume: a Palata e Guardialfiera una giornata tra natura, memoria e comunità

Immagine
Domenica 27 settembre 2026, in occasione della Giornata Mondiale dei Fiumi, Palata e Guardialfiera ospiteranno “’U Bfiern: un racconto lungo un fiume” , una giornata dedicata al Biferno, ai suoi paesaggi, alla memoria delle comunità che gli vivono accanto e al futuro di una delle risorse più importanti del Molise. L’iniziativa rientra nel progetto “Atlante delle Rive” , ideato da Marco Paolini per raccontare i corsi d’acqua italiani non soltanto come elementi geografici, ma come luoghi di vita, lavoro, storia, trasformazione e relazione. A promuovere l’appuntamento è l’ Associazione Culturale CastellerC’è , con il patrocinio dei Comuni di Palata e Guardialfiera e con il coinvolgimento di associazioni culturali e ambientaliste, esperti, docenti e dell’ Istituto Omnicomprensivo “G. Rivera” di Guglionesi . Il Biferno, molto più di un fiume Il Biferno attraversa il Molise per circa 85 chilometri, dalle sorgenti dell’area di Bojano fino all’Adriatico. Ma ridurlo a una linea sulla carta ge...

PIETRE DELLO SCANDALO

La Regione Puglia tutela ed esalta a voce ciò che autorizza firmando a distruggere!

Il SIGEA ha indetto un concorso fotografico dal titolo “Passeggiando tra i Paesaggi Geologici della Puglia, edizione 2011”, la cui premiazione avverrà in occasione del convegno, e quest’anno, proprio nella sezione “Paesaggi geologici o geositi”, la giuria ha assegnato il primo premio proprio ad una foto di una delle meraviglie della minacciata “Collina dei Fanciulli e delle Ninfe”, che si estende tra i feudi di Giuggianello, Palmariggi e Minervino di Lecce, nell’ immediato entroterra di Otranto, città UNESCO.  Il monumento ritratto in foto è  “Il Letto della Vecchia” grande masso sacro, così chiamato dai locali in memoria della vecchia strega che si raccontava lì vi dimorasse, immaginando quell’enorme masso pulvinato quasi piatto in sommità, come il suo giaciglio. Fa parte di un complesso di enormi massi tra cui l’ancor più famoso “Sacro Masso oscillante di Ercole”, così connotato già dal filosofo greco Aristotele (IV sec. a. C.), che lo disse scagliato dall’ eroe contro i giganti, e lì posatosi come la testa d’un grande fungo su un piedistallo di pietra, e pertanto creduto oscillante se mosso con un solo dito; è chiamato anche dai locali il “Fuso della Vecchia” per la sua forma; la strega, la “Vecchia” detta, lì si credeva filasse la sua lana su quella roccia; una maga compagna del terribile Orco, chiamato il “Nanni Orcu”, dalla gente dei paesi vicini.


(by Nicola)  

Commenti

Post popolari in questo blog

La Corte dei conti denuncia gli sprechi della Sanità

“Area Matese: una voce dal territorio – Quando la denuncia è un atto di tutela collettiva”

Lotto Zero – Parte 1: il grande azzardo che il Molise non può più ignorare