Prima della legge. Dove nasce davvero la prevenzione della criminalità giovanile

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OML, Apidge, Mangia Fuoco e ITFF: un modello educativo già riconosciuto a livello nazionale.   Cerimonia di consegna del Trofeo ITFF Scuola 2025  – Articolo 9 della Costituzione - agli studenti del Boccardi–Tiberio  di Termoli per il percorso Mangia Fuoco – Sulle Rotte del Fuoco.      La legalità non si insegna. Si trasmette. Prima della legge viene la formazione dell’uomo. È da qui che nasce la vera prevenzione della criminalità giovanile. Non da una circolare o da un’ora in più di lezione. Nasce da un lavoro lento e profondo sull’identità, sul senso del limite, sulla responsabilità. Nei giorni scorsi Ezio Sina , Presidente nazionale di Apidge , ha scritto su Orizzonte Scuola che «il D iritto a scuola è una trincea contro la criminalità giovanile» . Una tesi forte. Giusta. Necessaria. Ma c’è un fatto che rende quelle parole una diagnosi già verificata sul campo. Lo scorso anno Ezio Sina ha voluto personalmente un Premio speciale nazionale A...

TANGENTI SUI TRAPIANTI. ARRESTATO IMPIEGATO ASL

I carabinieri l'hanno trovato nel suo ufficio con i soldi dell'ultima tangente ancora in mano. A Roma, un impiegato della Asl Rm C è finito in manette per concussione: intascava mazzette sui rimborsi per i trapianti richiesti dai malati. Soldi che avrebbero potuto velocizzare l'iter burocratico, diceva l'uomo ai pazienti. Tra questi, anche un giovane medico trapiantato di cuore, che con la sua denuncia ha fatto emergere l'attività dell'impiegato.

Una vicenda che porta sotto i riflettori l'azienda sanitaria già coinvolta in passato nella storia di tangenti con protagonista Anna Iannuzzi, soprannominata "Lady Asl". Ora, in quest'ultima storia di mazzette, la procura vuole capire se l'impiegato si fosse circondato di complici. Intanto, potrebbero essere almeno 60 le vittime finite nella trappola.

«Attenzione però a non fare valutazioni generali sulla base di un singolo atto criminoso»: a lanciare il monito è Alessandro Nanni Costa, direttore del Centro Nazionale Trapianti. La raccomandazione arriva anche alla luce di dati recenti, secondo cui il 30% di laziali in attesa di un organo nuovo decidono di iscriversi nelle liste di attesa delle regioni del Nord. «Negli ultimi quattro - cinque anni il Lazio ha applicato una politica molto attenta ed efficace per migliorare le cose», precisa Costa. In effetti, con la sua rete di cinque strutture che effettuano trapianti, negli ultimi anni la regione è diventata un punto di riferimento per il Centro e per il Sud.

Fonte: eDott, 13.04.2011

by Nicola

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