Prima della legge. Dove nasce davvero la prevenzione della criminalità giovanile

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OML, Apidge, Mangia Fuoco e ITFF: un modello educativo già riconosciuto a livello nazionale.   Cerimonia di consegna del Trofeo ITFF Scuola 2025  – Articolo 9 della Costituzione - agli studenti del Boccardi–Tiberio  di Termoli per il percorso Mangia Fuoco – Sulle Rotte del Fuoco.      La legalità non si insegna. Si trasmette. Prima della legge viene la formazione dell’uomo. È da qui che nasce la vera prevenzione della criminalità giovanile. Non da una circolare o da un’ora in più di lezione. Nasce da un lavoro lento e profondo sull’identità, sul senso del limite, sulla responsabilità. Nei giorni scorsi Ezio Sina , Presidente nazionale di Apidge , ha scritto su Orizzonte Scuola che «il D iritto a scuola è una trincea contro la criminalità giovanile» . Una tesi forte. Giusta. Necessaria. Ma c’è un fatto che rende quelle parole una diagnosi già verificata sul campo. Lo scorso anno Ezio Sina ha voluto personalmente un Premio speciale nazionale A...

DEONTOLOGIA GIUDIZIARIA - Art. 14

I doveri del dirigente

Il magistrato dirigenti dell’ufficio giudiziario cura l’organizzazione e l’utilizzo delle risorse personali e materiali disponibili in modo da ottenere il miglior risultato possibile in vista del servizio pubblico che l’ufficio deve garantire.

Assicura la migliore collaborazione con gli altri uffici pubblici nel rispetto delle specifiche competenze di ciascuna istituzione.

Garantisce l’indipendenza dei magistrati e la serenità del lavoro di tutti gli addetti all’ufficio assicurando trasparenza ed equanimità nella gestione dell’ufficio e respingendo ogni interferenza esterna.

Cura di essere a conoscenza di ciò che si verifica nell’ambito dell’ufficio, in modo da poterne assumere la responsabilità e spiegarne le ragioni.

Esamina le lagnanze provenienti dai cittadini, dagli avvocati e dagli altri uffici giudiziari o amministrativi, vagliandone la fondatezza e assumendo i provvedimenti necessari ad evitare disservizi. Anche a tal fine deve essere disponibile in ufficio.

Vigila sul comportamento dei magistrati e del personale amministrativo intervenendo, nell’esercizio dei suoi poteri, per impedire comportamenti scorretti.

Redige con serenità, completezza e oggettività i pareri e le relazioni sui magistrati dell’ufficio, così lealmente collaborando con coloro cui è messa la vigilanza sui magistrati, con il Consiglio giudiziario e con il Csm.

Sollecita pareri sulle questioni dell’ufficio da parte di tutti i magistrati, del personale amministrativo e, se del caso, degli avvocati. Cura l’attuazione del principio del giudice naturale.


Fonte: Deontologia Giudiziaria - Facoltà di Giurisprudenza di Napoli

by Nicola

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