Siamo in Francia, 1415, nei pressi di Agincourt prima di una battaglia decisiva. I Francesi per numero sovrastano e di molto gli Inglesi. A causa di ciò l’esercito di Enrico V è abbattuto, ha il morale “sotto le scarpe”, sa che una vittoria è impossibile in quelle condizioni. A quel punto Enrico V parla e fa un discorso memorabile. Questo: "Chi è mai che desidera questo? Mio cugino Westmoreland? No, mio caro cugino. Se è destino che si muoia, siamo già in numero più che sufficiente; e se viviamo, meno siamo e più grande sarà la nostra parte di gloria. In nome di Dio, ti prego, non desiderare un solo uomo di più. Anzi, fai pure proclamare a tutto l’esercito che chi non si sente l’animo di battersi oggi, se ne vada a casa: gli daremo il lasciapassare e gli metteremo anche in borsa i denari per il viaggio. Non vorremmo morire in compagnia di alcuno che temesse di esserci compagno nella morte. Oggi è la festa dei Santi Crispino e Crispiano; colui che sopravvivrà q...