Macchiagodena, quando un libro diventa futuro

Sabato 24 ottobre 2026, alle ore 17.30, il Castello di Macchiagodena ospiterà la presentazione del romanzo Portami un libro di Antonella Iannetta, pubblicato da BastogiLibri. Un appuntamento che si inserisce in un percorso culturale capace di trasformare la lettura in uno strumento di partecipazione, accoglienza e valorizzazione del territorio.
Macchiagodena, in provincia di Isernia, di fronte allo spopolamento e al progressivo indebolimento delle comunità, ha scelto di non rassegnarsi. Ha individuato nei libri una delle possibili risposte alla fragilità delle aree interne.
Non soltanto libri da leggere, ma libri da condividere, scambiare, raccontare. Libri capaci di portare persone nei borghi e di creare nuove relazioni tra chi arriva e chi ha scelto di restare.
È in questo contesto che si colloca il nuovo romanzo di Antonella Iannetta, già insegnante di scuola elementare, laureata in Pedagogia e da sempre attenta al valore educativo della cultura e alle condizioni delle persone più fragili.
Un romanzo sul valore universale della conoscenza
Portami un libro prende spunto dall'esperienza culturale promossa dal Comune di Macchiagodena attraverso il progetto Genius Loci – Portami un libro e ti regalo l'anima.
Ambientato nel Seicento, il romanzo racconta, attraverso personaggi e vicende collocati in un preciso contesto storico, il desiderio di rendere il sapere accessibile a tutti.
Al centro della narrazione emerge la figura di un giovane Governatore che immagina una società nella quale poesia, filosofia e conoscenza possano uscire dai palazzi aristocratici per raggiungere anche le abitazioni delle persone più umili.
Un'idea che attraversa i secoli e conserva una straordinaria attualità: la conoscenza non è un privilegio di pochi, ma un patrimonio che cresce quando viene condiviso.
La testimonianza di Felice Ciccone nell'archivio OML
Il percorso di Macchiagodena era già stato raccontato dal sindaco Felice Ciccone in occasione di un incontro presso la Biblioteca Zampini, nell'ambito dell'iniziativa I Venerdì dell'ADN dell'OML.
La sua testimonianza, conservata sul canale YouTube dell'Osservatorio Molisano sulla Legalità, rappresenta oggi un documento significativo per comprendere le ragioni e gli obiettivi di questa esperienza.
Nel corso dell'incontro, Ciccone ricostruì la storia di una comunità segnata dall'emigrazione, dalla trasformazione dell'economia agricola e dalla progressiva diminuzione della popolazione.
Di fronte a queste difficoltà, l'amministrazione comunale aveva scelto di investire nella cultura, aderendo alla rete dei Borghi della Lettura, realizzando una biblioteca all'aperto e promuovendo iniziative capaci di collegare Macchiagodena al resto d'Italia.
Tra queste, La Divina Commedia in cento borghi, un viaggio attraverso cento località italiane, e soprattutto Genius Loci – Portami un libro e ti regalo l'anima, che offriva la possibilità di soggiornare nel paese portando in dono un libro e raccontando le ragioni della propria scelta.
Nella testimonianza, il sindaco riferì di circa tremila richieste di partecipazione all'iniziativa e di una raccolta che aveva raggiunto circa ottomila libri.
Numeri che, al di là del loro valore quantitativo, raccontano una scelta precisa: fare della cultura un'occasione di incontro e una possibile risorsa per il futuro del paese.
Il Castello, luogo di memoria e dignità
Particolarmente significativo è anche il luogo scelto per la presentazione del romanzo.
Durante l'incontro all'OML, Ciccone raccontò infatti il valore simbolico del Castello di Macchiagodena, un edificio che custodisce la storia del paese e le testimonianze delle disuguaglianze sociali del passato.
Il sindaco spiegò come, accanto ai ritratti delle famiglie che avevano abitato il castello, fossero state collocate anche le fotografie della gente comune: contadini, lavoratori, uomini e donne che con il proprio sacrificio avevano contribuito alla vita della comunità.
Un modo per restituire visibilità e dignità a una memoria collettiva troppo spesso rimasta ai margini della storia ufficiale.
Il Castello diventa così non soltanto uno spazio monumentale, ma un luogo nel quale riconoscere il valore delle persone, delle loro esperienze e delle loro radici.
L'incontro del 24 ottobre
La presentazione di Portami un libro si aprirà con i saluti del sindaco Felice Ciccone, dell'assessore comunale alla Cultura Corrado Del Buono, del giornalista e storico Antonio D'Ambrosio e di Roberto Colella, presidente della rete nazionale Borghi della Lettura.
A dialogare intorno al volume saranno Maria Stella Rossi, scrittrice e giornalista, e l'autrice Antonella Iannetta.
Le letture di alcuni brani saranno affidate al nostro socio Rocco Cirino e a suo figlio Alessandro, chiamati a dare voce alle pagine del romanzo.
La presenza di Rocco Cirino richiama anche il precedente incontro del sindaco Ciccone nell'ambito delle attività dell'OML, a testimonianza di relazioni culturali che si sviluppano nel tempo e continuano a trovare nuove occasioni di espressione.
La cultura come responsabilità collettiva
Per l'Osservatorio Molisano sulla Legalità, esperienze come quella di Macchiagodena offrono un'occasione di riflessione sul rapporto tra cultura, cittadinanza e responsabilità pubblica.
La legalità non si costruisce soltanto attraverso le norme e le istituzioni. Ha bisogno di conoscenza, educazione, partecipazione e rispetto della dignità delle persone.
Un libro può contribuire a sviluppare il pensiero critico, avvicinare generazioni diverse, favorire il confronto e alimentare quel senso di appartenenza senza il quale una comunità rischia di perdere progressivamente la propria identità.
Ma la cultura, da sola, non può risolvere i problemi strutturali delle aree interne. Ha bisogno di essere accompagnata da servizi, opportunità di lavoro, politiche educative e condizioni che rendano possibile la permanenza delle persone nei territori.
Può però contribuire a creare le condizioni affinché una comunità continui a riconoscersi, a raccontarsi e a immaginare il proprio futuro.
Nella parte conclusiva della sua testimonianza, Felice Ciccone ricordava che i paesi non sono semplicemente città più piccole, ma realtà fragili che richiedono particolare attenzione e cura.
È forse proprio questa la riflessione più importante da portare con sé.
Perché custodire un libro, una memoria, un castello o una tradizione significa, prima di tutto, prendersi cura delle persone che danno vita a una comunità.
E un piccolo borgo può continuare ad avere un futuro quando trova il coraggio di trasformare ciò che ha ereditato in una risorsa da condividere.
OML
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