“Omaggio all’Infanzia”: il gioco come memoria, diritto e spazio educativo

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  Ci sono oggetti che sembrano appartenere soltanto al passato e che, invece, continuano a parlarci. Un cavallo a dondolo, un giocattolo di legno, di latta o di cartapesta possono custodire storie familiari, gesti, desideri e frammenti dell’infanzia di intere generazioni. È da questa capacità della memoria di attraversare gli oggetti che prende forma “Omaggio all’Infanzia” , il progetto ideato e curato da Michele Lanza , direttore artistico dell’associazione ART & ego APS , realizzato in collaborazione con la Direzione Regionale Musei Nazionali Molise e il Parco Archeologico di Sepino. Il progetto si svilupperà tra Gambatesa e Campobasso attraverso tre momenti strettamente collegati: una mostra, un convegno di approfondimento e una serie di laboratori dedicati ai più piccoli. Il cavallo-gioco e le storie dell’infanzia Mercoledì 14 ottobre, alle ore 16.30 , al Castello Di Capua di Gambatesa sarà inaugurata la mostra “Il Cavallo-gioco tra storia ed arte dal 1800 ad oggi” , visit...

UN GIUDICE CHIAMATO FALLIMENTO

Spazio di analisi, memoria e giustizia civile promosso dall’OML.


Era il titolo di un articolo uscito sul quotidiano La Ragione, firmato da Valentino Maimone.
 
Commentava l’annullamento, da parte del Tribunale del Riesame, di due dei sei arresti disposti nell’inchiesta sull’urbanistica milanese, registrando il fallimento della figura del Gip — il Giudice per le indagini preliminari — nel nostro sistema penale.
 
E aveva ragione. Perché il Gip, teoricamente “garante della fondatezza e della legittimità del procedimento penale, filtro e barriera contro gli eccessi dei pm”, oggi è spesso poco più di un passacarte: firma, convalida, rinvia a giudizio. E poi sparisce.
 
Maimone, all’epoca, non poteva sapere che nei giorni successivi il Riesame avrebbe annullato tutte le ordinanze cautelari (sei su sei, una disfatta per la procura). Ma aveva già colto nel segno.
 
Chissà cosa direbbe lo stesso Maimone dei Gip molisani — Campobasso, Isernia, Larino — che negli ultimi vent’anni hanno accolto senza esitazioni le richieste dei pm, rinviando a giudizio decine di amministratori regionali e i loro sodali giornalisti.
 
Processi su processi, scandali annunciati, titoli a effetto.
 
E poi? Tutti assolti. Tutti!
 
Bilancio finale: zero condanne, spese di giustizia milionarie, e una giustizia che perde credibilità giorno dopo giorno.
 
Concluderebbe Maimone, amaramente:“Se non è fallimento questo…”
 

✍️ Vinicio D’Ambrosio 


 
 
  
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