Oggi ho fatto il mio ultimo viaggio Campobasso Roma, dopo esattamente 4 anni e 3 mesi in Molise. È stato un percorso introspettivo, al casello di San Vittore si sono condensati in un frame 51 mesi di esistenza psichedelica, dilaniata da una guerra interiore tra opposti senza etichetta. Perché dare un nome alle cose, in Molise, è difficile. È una regione che si sottrae al racconto, vuole rimanere nascosta, silente. Fa comodo a tutti, soprattutto ai poteri, di qualsiasi natura. Meno si parla davvero del Molise, al netto delle celebrazioni autoincensanti sulla terra incontaminata, meglio è! Peccato che il Molise non sia affatto una terra incontaminata: è contaminata dal clientelismo,dalla supremazia degli ignoranti, dal cannibalismo dei nessuno. E così fare giornalismo in questa terra diventa una sfida a perdere: perché il silenzio inghiottisce tutto . I cittadini non parlano, non parla nessuno, neanche i sindacati . Praticamente impossibile intervistare un sindacalista negli os...