Ho ascoltato il discorso della corona di Giorgio Napolitano, Re d’Italia, Imperatore d’Etiopia, Negus di Abissinia, mentre parla ad un mangiamento stipato di inutilità stagionate e fresche di stagione. Masochisti. Battono le mani, anche quando il «grandad» li sfotte e li rimprovera. E’ proprio vero che «Dio fa impazzire coloro che vuole perdere» ( Quos perdere vult, Deus dementat ). Una scena deprimente, da avanspettacolo, se non fosse tragico fino a disperarsi. L’imperatore italiano ha detto un paio di cose sensate, il resto è stato un epitaffio su una lastra di marmo sulla tomba dopo la sepoltura. L’unico beota era Berlusconi, larva screpolata, che crede di avere vinto. Accanto a lui di riflesso (Pavlov) rideva il suo cagnolino d’ordinanza, Al Fano. Somigliano a quelli che si evirano per punire la moglie che li tradisce. Bersani sembrava uscito da una fumeria dopo avere fatto una flebo mix di ecstasy ed eroina. Tutti felici e contenti perché l’imperatore d’Etiopia gli ...