Si va verso l'abolizione della pensione d'anzianità dopo 40 anni di lavoro. Alcuni opinionisti e politici hanno applaudito alla novità, rimarcandola come la "fine di un privilegio". Un otorinolaringoiatra ospedaliero di Genova, Roberto D'agostino, 50 anni, scrive alla Stampa interrogandosi sul suo futuro professionale e sul diritto al riposo. «Io e molti altri che abbiamo studiato, usciremo a 65 anni e oltre e, nel caso decidessi di riscattare gli anni di studio, dovrò versare una quota enorme per ottenere, a mie spese, un diritto. E' forse questo un privilegio? E' un privilegio, dopo un periodo lunghissimo di attività, poter contare sui propri soldi accantonati durante gli anni di lavoro come pensione? E' da stato democratico impedire a una persona di contare sui quei fondi che lo stato stesso lo ha obbligato a depositare? E' libertà costringerlo a rimanere al lavoro, contro la sua volontà, senza consentirgli di uscire, contan...